L'Italia guarda all'India per la componentistica

Il ministro Scajola giunto in India per siglare accordi commerciali. Obbiettivo: quadruplicare gli scambi entro il 2020

"L'Italia deve valorizzare la complementarietà con l'India sulla componentistica" dell'industria dell'auto. Queste le parole del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola durante la sua prima visita ufficiale in India che lo ha visto a capo di una delegazione di 150 imprese e rappresentanti delle Regioni.

Dopo la partnership a tutto campo con la Cina quindi, annunciata nei giorni scorsi, ecco un altro tassello dell'espansione commerciale del Bel Paese verso Est. Nel corso della trasferta Scajola ha avuto modo di confrontarsi con il ministro indiano del Commercio e Industria Anand Sharma, con cui ha parlato in termini positivi dell'accordo fra Tata e Fiat che, dice, "sta funzionando molto bene".

Una visione condivisa dal suo omologo che, al termine della commissione mista italo-indiana, si è detto felice di questo tipo di collaborazione sul fronte automobilistico, "un settore dove entrambi i Paesi vantano una cooperazione quasi quarantennale".

Sharma ha anzi manifestato l'intenzione di incrementare gli scambi commerciali entro il 2020 portando i volumi complessivi a quattro volte quelli attuali. A oggi l'interscambio economico fra Italia e India si aggira sugli 8 miliardi di dollari ma spiega Scajola è "ancora poco, sottodimensionato rispetto al reale potenziale". L'obbiettivo è quindi quello di raggiungere i 30 miliardi di dollari entro i prossimi dieci anni.

I colloqui infine sono stati incentrati anche sulla questione dei dazi commerciali (in particolare i settori dell'acciaio, tessile e pneumatici), della proprietà industriale e intellettuale.

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di Lorenzo Stracquadanio | 14 dicembre 2009

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