Incidenti stradali, l'Australia insegna

Da 20 anni nello Stato di Victoria si punta sulla televisione. Le campagne shock migliorano i numeri: decessi ridotti del 60%

Ridurre gli incidenti mortali sulle strade. Un'imperativo forte, quanto di difficile applicazione per i governi e le amministrazioni locali di tutto il mondo. Ogni tanto, però, nel buio compare qualche raggio di luce, che significa speranza. L'ultimo esempio in ordine di tempo, arriva dall'Australia, precisamente dallo Stato di Victoria. Qui, negli anni '80, le istituzioni hanno creato il Transport Accident Commission, organo deputato al monitoraggio della circolazione, e soprattutto a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento.

Per raggiungere lo scopo, si è deciso di ricorrere allo strumento più semplice, immediato e penetrante: la televisione. Nel 1989 gli schermi della regione hanno trasmesso in onda il primo spot, decisamente rivoluzionario per l'epoca. Una sequenza di immagini cruente quanto realistiche, che ha subito fatto centro, convincendo le autorità a seguire questa direzione. Così, a scadenza regolare, sono arrivati nuovi filmati, ciascuno diverso dall'altro, ciascuno in grado di colpire le coscienze.

E oggi, a vent'anni di distanza, si cominciano a raccogliere i frutti dello sforzo: i decessi a seguito di collisione sono scesi da 776 a 303 per anno, un decremento pari a circa il 60 %. Valore che assume ulteriore risalto se si considera il parallelo aumento delle immatricolazioni.

Per celebrare i risultati, e la ricorrenza, il governatore John Brumby ha deciso di promuovere un evento simbolico, denominato "Shine a Light on  Road Trauma".  Nella giornata di venerdì 10 dicembre tutti gli automobilisti dello Stato sono invitati ad accendere i fari delle proprie vetture per ricordare le vittime dell'asfalto, e nel contempo mostrare il proprio sostegno alla campagna.  

Nessuno, però dall'altra parte del mondo, vuole dormire sugli allori. Entro il 2017 si punta ad abbattere l'indice di un'ulteriore 30%. Puntando sulla pubblicità, ma nel contempo sul coordinamento tra enti amministrativi e forze di polizia. Non resta che ammirare tale spirito d'iniziativa, e sperare che un analogo impegno possa raggiungere le nostre latitudini.

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