Bollo al km pure in Italia: l'idea piace all'Aci

"Favorevole al bollo che si paga un tot a km. Bisognerà però concertare una discussione a livello europeo", osserva Gelpi, presidente dell'Aci

Il sistema olandese della tassa automobilistica al chilometro piace anche in Italia. Lo dichiara il numero uno dell'automobilismo nazionale, il Presidente dell'ACI Enrico Gelpi. L'avvocato comasco, in una intervista rilasciata al Corriere di Como, osserva infatti con attenzione il disegno di legge che il Parlamento dell'Aja è chiamato a discutere in questi giorni: "E' una proposta che stiamo valutando anche per l'Italia - dichiara il Presidente dell'Automobile Club nazionale - Dirò di più: la questione è già stata affrontata in alcune riunioni tecniche".

Dal canto suo, Gelpi si dichiara possibilista, pur senza sbilanciarsi su un effettivo inquadramento, a livello nazionale, della Legge olandese: "Prendiamo il lato pratico del provvedimento: a mio avviso presuppone un discorso di equità - indica Enrico Gelpi - Perché trovo che sia giusto far pagare sulla base dell'effettivo utilizzo della vettura di proprietà. Da questo punto di vista, mi trovo perfettamente d'accordo. Non è giusto che il bollo venga pagato in misura uguale fra chi utilizza la propria auto una sola volta al mese, magari per andare a fare la spesa, e chi al contrario la usa tutti i giorni".

Se il "bollo a tassametro" venisse importato anche in Italia, ne trarrebbe un concreto vantaggio la mobilità, dice fra le righe Gelpi.

Più viaggi, più paghi

Secondo la proposta in esame al Parlamento dei Paesi Bassi, l'utilizzo dell'auto di proprietà viene a costare 3 centesimi al chilometro. O meglio: una media di 3 centesimi, perché ci sono delle differenze in base al percorso scelto (città, strada extraurbana, autostrada) e sull'orario di utilizzo (nelle ore di punta costerebbe di più).

In effetti con questo presupposto, una persona che debba viaggiare tutti i giorni in auto (per esempio una Diesel da 2 litri di cilindrata, di potenza media) finora paga 250 - 300 euro di tassa di circolazione l'anno.

Con la "tassa automobilistica al km", pagherebbe molto di più: su 10 mila km, siamo già a quota 300 euro. Senza contare poi, che (sempre attenendoci al modello olandese) la tassa di circolazione - base chilometrica è destinata ad aumentare in maniera progressiva: da 3 centesimi / km nel 2013 (anno nel quale è prevista l'entrata in funzione di questo sistema) fino a 7 centesimi nel 2018.

Parola d'ordine: mobilità intelligente

E' un provvedimento che il Parlamento dell'Aja sta valutando per dare una concreta spinta in avanti alla "mobilità intelligente": col principio del "più usi l'auto, più paghi", ci si metterebbe al volante della vettura di proprietà in maniera più razionale.

La questione, dunque, richiama dei provvedimenti ai quali è necessario pensare in maniera definitiva. Prima fra tutti, la necessità di procedere a un sistema più efficace di trasporto pubblico, che faccia "dimenticare" agli automobilisti i piccoli disagi dal non utilizzare la propria auto come e quando più lo si desideri, pena spiacevoli alleggerimenti del portafoglio.

Tutti sotto l'occhio del Grande Fratello?

E come la mettiamo con la privacy? In Olanda, questo discorso sembra che passi in secondo piano, nel nome di una mobilità più razionale. In Italia, questo sarebbe un dilemma spinoso, di quelli difficili da risolvere.

Per calcolare l'effettivo utilizzo della vettura, dunque l'importo da pagare, ogni vettura - secondo il Decreto che l'Olanda si prepara a rendere esecutivo dal 2013 - sarà equipaggiata con un sistema di rilevazione satellitare (un GPS) che ne monitorerà ogni spostamento.

Tutti gli automobilisti si sentiranno controllati da un "Grande Fratello" che osserverà qualsiasi movimento. E' una questione che non lascia indifferente il Presidente dell'Automobile Club: "In effetti - osserva Enrico Gelpi - la tutela della privacy sarebbe la questione fondamentale da risolvere. Ovviamente, già adesso esistono gli strumenti per osservare gli spostamenti, e quindi per calcolare eventuali importi chilometrici. Il problema, se mai, è un altro: come fare senza incorrere in una violazione del diritto alla riservatezza? Finora, questo sistema costituisce una violazione".

L'Europa è chiamata a discutere

Però in Olanda il Parlamento è già avanti sulla discussione di questo provvedimento, che se entrerà in vigore avrà una importanza epocale. Solo il concetto - base fa venire l'acquolina in bocca: niente più tassa d'acquisto, niente più "bollo fisso" in base ai kW. Si pagherà solo l'effettivo utilizzo della vettura.

Sono tutte cose che, a pensarci, fanno dimenticare il "fastidio" dell'essere, un domani, spiati da un misterioso satellite. Tanto che l'idea del "paghi di più se inquini di più", per il momento, sembra incontri molti pareri favorevoli. Primo fra tutti, il Segretario Federale di Stato belga ai Trasporti Etienne Schouppe. Il rappresentante di Bruxelles ha annunciato che anche il Governo del Belgio ha avviato una consultazione per valutare l'introduzione della tassa al chilometro.

E in Italia? Secondo Gelpi, la "tassa al km" è "Una strada da seguire. Chi più prende l'auto, più deve pagare. Dovremo analizzare tutta la questione a livello europeo".

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di Francesco Giorgi | 20 novembre 2009

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