Il parlamento italiano pensa in "verde"

Una risoluzione cerca di incentivare la ricostruzione di pneumatici usati: con il 15% il nostro Paese è solo quinto nel panorama europeo

Dopo l'approvazione all'unanimità da parte della Camera dei Deputati e il parere favorevole del sottosegretario all'Ambiente On. Roberto Menia, ora la palla passa al Governo, pubblicamente impegnato "ad avviare un'azione di sensibilizzazione nei confronti degli enti pubblici e delle amministrazioni militari allo scopo di assicurare lo scrupoloso rispetto dell'obbligo di legge della riserva del 20% ai pneumatici ricostruiti sui mezzi delle proprie flotte".

Elevata ulteriormente al contempo "la quota dedicata ai pneumatici ricostruiti almeno al 50% del totale dei pneumatici di ricambio". Non si tratta di un passaggio di poco conto, dal momento che parliamo di prodotti inevitabilmente soggetti ad un'usura che ne rende impossibile l'utilizzo oltre una certa soglia. Prodotti per di più che non è facile smaltire. Ecco quindi che è giusto mandare sempre più strutture portanti ancora in buono stato alla ricostruzione. Si sostituisce il battistrada ed il gioco è fatto. Ne guadagnano ambiente (meno rifiuti in giro) ed economia (mediante la richiesta di manodopera e l'uso di macchinari ad hoc).

La risoluzione, che rende operativo l'obbligo di legge varato con la Finanziaria del 2002 (per quanta l'obbligo imposto alle P.A. di riservare alle coperture ricostruite almeno il 20% degli acquisti di pneumatici di sostituzione), conferma il testo che l'On. Tommaso Foti aveva presentato lo scorso 15 settembre all'attenzione della VIII Commissione Ambiente della Camera. "Parlamento e Governo riconoscono ancora una volta le benemerenze ambientali della ricostruzione dei pneumatici", ha dichiarato il diretto interessato. Peccato che la strada per l'Italia sia ancora lunga. Al momento il nostro Paese dirotta alla ricostruzione solo un 15% delle gomme usate, percentuale che ci pone al quinto posto in Europa, dopo Portogallo, Finlandia, Estonia e Svizzera, e lontani dai livelli nordamericani.

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di Ottavia Eletta Molteni | 16 novembre 2009

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