GM: si riapre il dialogo con Magna e Sberbank

Sembra proprio che i "giochi" non siano ancora conclusi. Magna e Sberbank sono di nuovo coinvolte nell'affare General Motors

Restare all'asciutto? Neanche per idea. Ora che Magna (insieme alla consociata banca russa Sberbank) ha raggiunto gli onori della cronaca per l'affaire Opel che ha tenuto sul filo per diversi mesi le sorti dell'azienda di Russelsheim, era impensabile l'ennesimo cambio di rotta.

General Motors intende attivarsi in un nuovo dialogo con il Gruppo austro - canadese produttore di ricambi. La notizia proviene dal Detroit News, che riporta, come voce vicina ai piani alti di GM, una possibile ripresa degli accordi fra il Gruppo americano e la Magna - Sberbank.

La situazione in Russia

In pratica, secondo indiscrezioni, le trattative sarebbero orientate a un secondo round di un asse Detroit - Novgorod (quartier generale Gaz) che si erano arenate 3 anni fa, dopo che le due aziende avevano iniziato un tavolo di concertazione che avrebbe portato a una eventuale partnership, ma che si era risolto in un "nulla di fatto" per le difficili condizioni finanziarie nelle quali si trovavano GM e Gaz.

La vicenda del ribaltamento della situazione da parte di General Motors sul caso Opel, giunta come un fulmine a ciel sereno giovedì scorso, ha di fatto riaperto uno spiraglio per l'ingresso del colosso di Detroit in Russia. Per capire meglio come si potrebbe articolare il dialogo fra GM e Magna - Sberbank, occorre analizzare l'andamento degli affari di Gaz.

L'azienda di Novgorod, partner di Magna e Sberbank nell'offerta alla scalata Opel, in Russia è, per volume di vendite, il principale costruttore di veicoli commerciali e il secondo di autovetture. Nonostante questo biglietto da visita, gli impianti sono stati duramente colpiti dal tracollo del mercato automobilistico nazionale, che nel 2009 è sprofondato a un -84%, che ha provocato il licenziamento di migliaia di lavoratori, oltre che la necessità di un intervento del Governo.

Una situazione che oltre alla Gaz ha colpito anche la Autovaz, che nelle scorse settimane ha chiesto un intervento da parte di Renault (che partecipa per il 25% alle quote capitale dell'azienda di Togliattigrad) per uscire dal pantano. Il premier russo Vladimir Putin ha sempre visto di buon occhio la possibilità di un controllo di Opel da parte di Magna e Sberbank. Se si fosse concretizzato, la presenza di un grande Gruppo occidentale nell'asfittica situazione economica del mercato dell'auto in Russia, sarebbe stato sicuramente salutare.

Un delicato gioco politico

D'altro canto, il gioco sul controllo di Opel è stato molto delicato, e nei diversi mesi della sua durata ha rischiato di compromettere l'agreement fra il Governo tedesco (favorevole alla cessione del pacchetto di maggioranza della Opel alla Magna - Sberbank) e l'Unione Europea, oltre che fra gli stessi rappresentanti politici di Berlino e i Governi nazionali.

I fatti, nei mesi scorsi, erano chiari: a Berlino interessava, in prima battuta, una politica di distensione con la Russia, anche per ottenere una maggiore apertura di un canale di comunicazione economico con l'est europeo. La mossa di GM è astuta. GM, riafferrando Opel, deve avere compreso che non avrebbe avuto senso lasciare fuori la cordata austro-russo-canadese formata da Magna e Sberbank (con la Gaz fra le consociate) per un possibile rilancio della presenza della casa di Detroit in Russia, cercata già negli anni scorsi e poi interrotta per motivi economici.

GM, l'operazione conviene

In fin dei conti, ai piani alti di GM devono avere fatto il classico conto della serva: primo, una ramificazione in Russia è molto importante. Secondo, non va dimenticato che la Sberbank è una banca, e come tale potrebbe vestire i panni di un valido partner finanziario per il rilancio Opel.

In più non va dimenticato il "no" dichiarato e ribadito dal Governo tedesco sull'erogazione di un prestito - garanzia da 3,5 miliardi di euro per il rilancio della Opel e la richiesta (mai archiviata) di restituzione del prestito da 1,5 miliardi di euro che Berlino aveva erogato a suo tempo a GM. L'operazione a 3 fra General Motors, Magna e Sberbank, dunque, sarebbe la soluzione in grado di salvare l'affare. GM potrebbe avere un'arma in più per il rilancio Opel, e si coprirebbe le spalle dalla pressione di Berlino per la restituzione del prestito di 1,5 miliardi di euro, perché il marchio di Russelsheim verrebbe "salvato" anche grazie alla partnership con Magna e Sberbank. In più GM si attiverebbe nuovamente con Gaz per uno sbocco più aggressivo in Russia, che salverebbe la disastrata situazione del Marchio di Novgorod e farebbe felice il Governo di Mosca.

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di Francesco Giorgi | 09 novembre 2009

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