Rc Auto, verifiche da remoto con il tutor: operazione possibile

Ai 70 anni di Polstrada, il comandante Giuseppe Bisogno annuncia che i controlli sono tecnicamente fattibili; ora occorre aggiornare il CdS.

Rc Auto, verifiche da remoto con il tutor: operazione possibile

di Francesco Giorgi

26 aprile 2017

Ai 70 anni di Polstrada, il comandante Giuseppe Bisogno annuncia che i controlli sono tecnicamente fattibili; ora occorre aggiornare il CdS.

I tutor stradali sono, dal punto di vista tecnico, in grado di operare “da remoto” i controlli sulla copertura assicurativa Rc auto sui veicoli in transito. Finora, tuttavia, le normative in vigore non permettono un sanzionamento “in automatico” delle infrazioni. L’annuncio è stato dato, nei giorni scorsi, dal capo della polizia stradale, Giuseppe Bisogno, in occasione del convegno che si è tenuto, a Milano, per i settant’anni dalla fondazione della polizia stradale.

In dettaglio, spiega Bisogno, gli “occhi elettronici” presenti su strade e autostrade del territorio nazionale possono già assumere – in base alla targa – compiti operativi di “autovelox multitasking” e, di conseguenza, anche il controllo della copertura assicurativa ai veicoli in transito, oltre alla verifica dell’avvenuta revisione periodica obbligatoria. Non resta che aggiornare il Codice della Strada.

Ricordiamo che l’autorizzazione al controllo attraverso tutor (ma anche autovelox e telecamere posizionate nelle Ztl), di collaudo e assicurazione Rc fa parte di un emendamento al ddl Stabilità 2016, presentato dal “dem” Stefano Boccadutri, che chiedeva un concreto giro di vite sui 3,5 milioni di veicoli non assicurati (dati Ania) circolanti in Italia, e successivamente approvato in Commissione Bilancio alla Camera.

Il documento completava il procedimento di automazione e digitalizzazione già in atto in altri Paesi UE (dall’autunno 2015 il contrassegno assicurativo è “smaterializzato”: la targa del veicolo viene individuata dalle banche dati della Motorizzazione Civile, o attraverso il “Portale dell’Automobilista” o dalla App iPatente).

I settant’anni della polizia stradale sono stati celebrati in un convegno che si è tenuto in questi giorni a Milano. L’atto di nascita del Corpo, per come lo conosciamo oggi, dunque la sua “riorganizzazione”, porta la data del 26 novembre 1947: è il decreto legislativo n. 1510 (che venne reso esecutivo il 2 gennaio 1948, il giorno dopo l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica) firmato dall’allora capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, con il quale vennero poste le basi della “moderna” polizia stradale: prevenzione e accertamento reati sulle strade pubbliche, osservanza della disciplina circolatoria e sicurezza nella viabilità, controllo sui veicoli in circolazione, soccorso stradale, vigilanza per la conservazione del demanio stradale.

Un nutrito parterre di mezzi d’epoca, utilizzati nel tempo dalla polizia stradale, ha accompagnato il convegno milanese, insieme a un video che riassume il rapporto fra Polstrada e vita di tutti i giorni: Alfa Matta del 1951, Alfa Romeo Giulietta Ti del 1960, Lancia Flaminia del 1962, Fiat 1500 del 1966, Alfa Romeo Giulia Super del 1971 (modello protagonista di innumerevoli pellicole di un gerene cinematografico in gran voga per tutti gli anni 70) e, fra le moto, le Moto Guzzi Airone 250 del 1952, Falcone 500 del 1963, Nuovo Falcone del 1970 e V7 Sidecar del 1971, fino alle attuali Bmw R1200 RT.