Un sondaggio Ford rivela come si comportano i giovani al volante

Vizi e distrazioni (anche hi-tech come il selfie mentre si guida) dei 18-24enni europei. Più responsabilità col programma Driving Skills for Life.

L'aggiornamento sulle più recenti novità tecnologiche non sempre va di pari passo con la prudenza alla guida. In buona sostanza: hi-tech sì, ma piuttosto "spericolati" al volante. O meglio: spesso tendono a mettersi al volante con un po' troppa leggerezza; non tengono (almeno: non sempre) in debito conto i regolamenti stradali, ma neppure la responsabilità morale verso se stessi e verso gli altri che la guida di un veicolo implica, al di là delle leggi.

Ecco, in estrema sintesi, il ritratto dell'automobilista medio di giovane età, europeo, secondo una indagine recentemente commissionata da Ford, che in queste ore ne rende noti i risultati. Il quadro che emerge dall'inchiesta - condotta su un campione di 6.500 giovani automobilisti, di età compresa fra 18 e 24 ani, residenti in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna - lascia a desiderare quanti vedrebbero nelle nuove generazioni uno stile di guida più prudente rispetto a quello che potevano tenere i loro genitori o i loro nonni, all'alba dell'epoca della grande motorizzazione di massa o quando il repentino aumento dei veicoli sulle strade non era seguito da un altrettanto veloce adeguamento delle normative.

Che più si è giovani e meno tenda ad essere "strettamente osservanti" delle leggi, fa un po' parte della natura. Tuttavia, sembra che nel sondaggio commissionato da Ford ciò che manchi sia l'educazione alla guida (e, con buona pace degli esterofili a tutto spiano, ciò non riguarda soltanto l'Italia, ma appare un vizio generalizzato).

Nel dettaglio, e per dirla in termini percentuali, la "confessione" dei propri vizi al volante ha fatto emergere, nel 57% delle risposte, l'ammissione di avere più volte superato i limiti di velocità; il 43% degli intervistati ha indicato di avere, almeno una volta, inviato Sms mentre si trovava alla guida dell'autoveicolo; il 36% dei giovani che hanno risposto al sondaggio ha ammesso di effettuare telefonate senza il vivavoce né auricolari. Il 16% confessa di non indossare la cintura di sicurezza; nel 13% dei casi si confessa di essersi messi al volante della propria auto dopo avere assunto alcolici.

Il sondaggio si occupa anche della recente moda del selfie: l'autoritratto... al volante è risultato irresistibile, in almeno un'occasione, per il 15% dei giovani europei che hanno risposto al questionario commisionato da Ford.

Quanto ai giovani automobilisti italiani, l'indagine ha rilevato la maggiore concentrazione di persone che guidano con il telefonino all'orecchio (49% dei casi). Dal canto loro, sono in Germania a rivelarsi meno rispettosi di tutti sui limiti di velocità (70%). Francia e Spagna, con il 18% in media, rappresentano le cinque Nazioni del sondaggio nelle quali è più elevata la concentrazione di automobilisti fra 18 e 24 ani che si mettono al volante dopo avere alzato un po' il gomito.

Lo studio rivela, inoltre, poca attenzione nei confronti delle situazioni che rendono la condotta di guida indirettamente pericolosa: il 48% degli intervistati afferma che potrebbe mettersi al volante di un'autovettura sovraccarica, il 28% si sentirebbe pronto anche a salire a bordo di un'auto guidata da qualcuno che ha bevuto, e addirittura il 75% dei giovani pensa che non avrebbe alcun problema a mettersi al volante non avendo dormito (o avendo dormito in maniera insufficiente).

Non si tratta di "abitudini censurabili ma sopportabili": il contravvenire ad uno solo dei casi ammessi dagi "baby - automobilisti" europei costituisce una grave irresponsabilità verso se stessi e, soprattutto, verso gli altri. Lo dimostra il fatto che, nel complesso, il 30% degli automobilisti 18 - 24enni intervistati è già stato coinvolto in almeno un incidente stradale.

E che manchi la cultura scolastica, fra i giovani, è tutto da dimostrare. Del "campione" intervistato, soltanto il 25% ha terminato i propri studi prima dei 18 anni.

Più che carenza di cultura fra i banchi di scuola, dall'esame del sondaggio commissionato da Ford si direbbe che manchi la cultura della sicurezza preventiva. Ovvero: comportarsi sulla strada in maniera prudente, per evitare possibili guai (e vivere con la coscienza a posto). Di questo, al pari di quanto affrontato da altre Case auto, la stessa Ford è convinta: da più di dieci anni, l'Ovale Blu è impegnato in prima persona nel rafforzamento della responsabilità fra i più giovani. Il programma di educazione civica finalizzata alla sicurezza stradale da parte di Ford è "Driving Skills for Life" (letteralmente: abilità di guida per la vita): un progetto di guida responsabile rivolto agli automobilisti al di sotto di 25 anni di età, e che consiste in un seminario che permette di conoscere, saper valutare e affrontare le situazioni di pericolo nella guida quotidiana. L'iniziativa Ford viene organizzata, a livello europeo, in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Turchia, oltre che nel nostro Paese.

In Italia, "Driving Skills for Life" è presente dal 2013, finora ha interessato cinque città (Roma, Monza, Pavia, Napoli e Padova) ed è stato seguito da oltre 1.500 giovani fra 18 e 25 anni. I prossimi seminari di Driving Skills for Life si terranno a Milano (presso il polo fieristico di Rho Milano Fiere) il 18 e 19 ottobre, e a Palermo (Facoltà di Ingegneria), il 27 e 28 ottobre. La partecipazione è gratuita.

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di Francesco Giorgi | 10 ottobre 2016

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