Emissioni truccate: Fiat Chrysler risponde alle accuse

FCA ribadisce la propria correttezza davanti alle accuse di possibili brogli sulle emissioni dei motori diesel del gruppo arrivate dalla Germania.

Emissioni truccate: Fiat Chrysler risponde alle accuse

di Giuseppe Cutrone

05 settembre 2016

FCA ribadisce la propria correttezza davanti alle accuse di possibili brogli sulle emissioni dei motori diesel del gruppo arrivate dalla Germania.

Le accuse arrivate nei giorni scorsi a FCA dalla Germania stanno attirando le prime reazioni da parte dell’Unione Europea e dei diretti interessati, con tanto di risposta del presidente John Elkann.

Il gruppo è finito di recente nel mirino delle critiche del Ministero dei Trasporti tedesco, il quale, in un comunicazione inviata alla Commissione Europea, ha avanzato l’ipotesi che Fiat Chrysler faccia uso di un sistema illegale studiato per falsare le emissioni dei suoi motori a gasolio.

Le accuse sono arrivate dopo che il Ministro dei Trasporti italiano, Graziano Delrio, aveva assicurato nei mesi scorsi che dai controlli effettuati FCA era risultata perfettamente in regola. A ribadire e sottolineare la chiarezza delle dichiarazioni del ministro è stato stamane John Elkann, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento sulle accuse tedesche.

La vicenda ha ovviamente destato l’interesse della Commissione Europea, impegnata in un’opera di mediazione tesa a fare chiarezza sui sistemi utilizzati da FCA per i propri propulsori diesel. La Commissaria europea per l’Industria, Lucia Caudet, ha dichiarato a tal proposito che: “La Commissione Europea assisterà le autorità italiane e tedesche per facilitare un punto di vista comune sul rispetto o sul mancato rispetto della normativa per ciò che concerne l’eventuale violazione da parte dei veicoli FCA delle regole sulle emissioni inquinanti”.

La Caudet ha confermato inoltre di aver ricevuto la richiesta del Ministero dei Trasporti tedesco in cui si richiede l’intervento dell’Unione Europea per la verifica del rispetto delle regole da parte di Fiat Chrysler. La palla passa adesso alle autorità comunitarie, chiamate a dirimere una questione molto delicata scoppiata con lo scandalo Volkswagen e ancora in grado di portare a delle ripercussioni su tutto il comparto dell’automobile europea.

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