Fca: le autorità Usa indagano sui dati delle vendite. L'azienda: "Collaboriamo"

Il quartier generale di Auburn Hills perquisito dall'Fbi e dalla Sec. È la conseguenza della denuncia formulata a gennaio da un concessionario Fca.

Fca al centro di una indagine negli Usa. Nelle scorse ore, il Dipartimento federale di Giustizia ha aperto una inchiesta nei confronti di Fiat-Chrysler Usa: l'ipotesi, così si legge nelle note di agenzia immediatamente riportate, consiste in una frode sui dati delle immatricolazioni. Tuttavia, i vertici del Gruppo comunicano di essere a conoscenza di una indagine, e di avere "Prestato la propria collaborazione in una inchiesta della Securities Exchange Commission in merito ai dati relativi alle vendite da concessionari a clienti finali negli Stati Uniti".   

Andiamo con ordine. L'inchiesta attivata nei confronti di Fca Usa, indica Bloomberg, indicherebbe un procedimento attualmente nelle fasi iniziali. L'obiettivo attuale sarebbe la verifica del comportamento di Fiat - Chrysler nella comunicazione delle immatricolazioni, ovvero se il Gruppo abbia volutamente resi noti dei dati artefatti e, di conseguenza, abbia violato le leggi. Per questo (riferisce l'edizione Web di Automotive News), la scorsa settimana agenti dell'Fbi e della Sec (equivalente nord americano della Consob) hanno effettuato una serie di controlli negli uffici e nelle abitazioni di alcuni dirigenti di Fca Usa.

L'inchiesta potrebbe essere una conseguenza di quanto avvenuto all'inizio di quest'anno: lo riporta anche Bloomberg, e ricordiamo brevemente la vicenda. Lo scorso gennaio due concessionarie Fca dell'Illinois e della Florida (che fanno parte entrambe del Napleton Automotive Group) avevano citato la stessa Fiat - Chrysler in tribunale: la società era stata accusata di avere chiesto ai venditori di falsificare i dati mensili sulle vendite in cambio di somme di denaro. In poche parole, come avevamo pubblicato all'epoca, ai venditori Fca sarebbe stato offerto del denaro qualora dichiarassero dati di vendita "gonfiati" all'ultimo giorno del mese. I quantitativi immessi in maniera artefatta sarebbero poi stati cancellati il primo giorno lavorativo del mese successivo: un espediente che serviva per evitare l'attivazione della garanzia del Costruttore.

L'aspetto da non sottovalutare in questa vicenda è legato al fatto che, secondo quanto riportato all'epoca dalla stampa di oltreoceano, i funzionari Fca sarebbero stati a conoscenza delle false segnalazioni di vendita e dei premi che vengono assegnati ai manager degli showroom al raggiungimento dei target di vendita: riconoscimenti che, sostiene l'accusa, sarebbero stati consegnati ben sapendo che si trattava di traguardi raggiunti in maniera artefatta e soltanto attraverso report di vendita fasulli.

L'accusa di falso reporting sulle vendite intentata ad Fca da parte del dealer americano era stata prontamente ribattuta dalla stessa Fiat - Chrysler: una indagine interna, indica una nota dell'epoca, aveva portato alla conclusione che le accuse non avevano "alcun fondamento", anche perché "Nonostante numerose richieste di fornitura delle prove, gli attori si sono rifiutati di dimostrare se le loro accuse fossero fondate". Dunque: "Anche se l'atto di citazione non è stato ancora notificato ad Fca US, l'azienda è convinta che la causa sia infondata". In soldoni: Fca aveva considerato l'accaduto come l'azione di due concessionarie scontente, e che non avevano onorato i propri impegni.

Da quell'episodio, sono trascorsi sei mesi. Adesso, gli uffici e le abitazioni di alcuni membri dello staff dirigenziale Fca US sono stati visitati dagli investigatori dell'Fbi e della Sec. Stando alle indiscrezioni captate dal Web, si vorrebbe capire se Fca abbia effettivamente violato le leggi.

Pronta la replica da parte dei vertici nord americani Fca: in una nota diffusa in queste ore, il Gruppo conferma di "Avere prestato la propria collaborazione in una inchiesta della Securities Exchange Commission in merito ai dati relativi alle vendite da concessionari a clienti finali negli Stati Uniti. Nelle sue relazioni finanziarie annuali e trimestrali, FCA riporta i ricavi sulla base delle sue spedizioni a concessionari e clienti e non sulla base delle unità riportate come vendute a clienti finali dai concessionari". In merito alle richieste di questioni similari recentemente formulate dal Dipartimento di Giustizia statunitense, Fca assicura che "Presterà piena collaborazione a queste indagini".

 

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di Francesco Giorgi | 19 luglio 2016

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