Emissioni: FCA diserta l’incontro con l’ente tedesco

Il ministro Delrio conferma che il dialogo ufficiale deve avvenire tra le Autorità di omologazione e non tra il governo tedesco e il Costruttore.

Emissioni: FCA diserta l'incontro con l'ente tedesco

di Francesco Donnici

20 maggio 2016

Il ministro Delrio conferma che il dialogo ufficiale deve avvenire tra le Autorità di omologazione e non tra il governo tedesco e il Costruttore.

Il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) ha disertato l’incontro fissato ieri pomeriggio dei Trasporti tedesco per discutere sulle emissioni della Fiat 500X 2.0 Multijet, accusate di superare i limiti di emissioni consentite dalla legge europea secondo il risultato delle indagini effettuate dall’autorità competente tedesca KBA.

FCA ha inviato una lettera ufficiale  alle Ministero dei trasporti tedesco dove viene sottolineato che soltanto le autorità italiane possono valutare se i modelli del Gruppo italo-americano rispettano i limiti di NOX fissati dall’Europa, considerando che sono stati omologati in Italia. Dalla Germania la risposta è arrivata subito dopo per bocca del Ministro dell’Ambiente, Alexander Dobrindt, che ha giudicato la scelta di FCA “incomprensibile e non cooperativa”.

La decisione presa dal Gruppo guidato da Sergio Marchionne di non presentarsi al cospetto delle autorità tedesche è stata  spalleggiata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Il Ministro italiano ha diffuso in una nota di aver spiegato le motivazioni di questa scelta “in una lettera inviata mercoledì al ministro tedesco Dobrint”. In questa lettera viene sottolineata la “piena collaborazione del costruttore FCA, nel fornire all’Autorità di omologazione le informazioni sulle emissioni”. Secondo Delrio, siccome i modelli FCA sono omologati in Italia,  “il dialogo ufficiale deve avvenire tra le Autorità di omologazione”, ovvero in questo caso specifico  tra  il ministero delle Infrastrutture e i Trasporti, e il KBA, che è l’autorità competente in Germania, come previsto dalla direttiva quadro 2007/46/CE.

Ricordiamo che, come ogni altro paese europeo, anche l’Italia sta effettuando le proprie indagini in modo indipendente per capire se e quali Case automobilistiche hanno effettuato manipolazioni su software o dati relativi alle emissioni inquinanti di CO2.

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