VW: raggiunto l’accordo negli USA per lo scandalo emissioni

Il colosso tedesco ha rispettato il termine del 21 aprile raggiungendo un accordo generale con le autorità USA per lo scandalo emissioni.

Il "dieselgate", ovvero lo scandalo emissioni che ha travolto il Gruppo Volkswagen ha raggiunto un primo epilogo: il colosso tedesco - rispettando il termine ultimo fissato per il 21 aprile - ha raggiunto un accordo con le autorità degli Stati Uniti relativo al piano di risarcimenti ai clienti, in modo che questi ultimi non avvieranno nessun tipo di azione legale nei confronti dell'azienda teutonica.

L'intesa tra la Casa di Wolfsburg e gli USA è stata ratificata nel corso di un'udienza del tribunale di San Francisco e prevede la volontà di Volkswagen a prendere in considerazione una serie di opzioni per risolvere il problema legato alle 480.000 vetture equipaggiate con il motore 2.0 litri TDI "incriminato".

Tra le varie soluzioni prese in considerazione troviamo il riacquisto della vettura, l'annullamento dei leasing, risarcimenti in denaro e la possibilità di modificare le centraline truccate dei veicoli interessati dallo scandalo. Non è stato ancora confermato l'eventuale risarcimento da 5.000 dollari che dovrebbe essere versato ad ogni cliente americano.

Questo primo accordo getta le basi per il futuro decreto vincolante che servirà per  risolvere le azioni legali in sede civile portate avanti dal dipartimento di giustizia statunitense e dalla commissione federale del commercio all'indirizzo della Volkswagen. Il termine ultimo per perfezionare in modo definitivo l'accordo è stato invece fissato per il prossimo 21 giugno. Discorso differente per quanto riguarda il problema delle emissioni truccate relative ai motori V6 3.0 litri TDI utilizzati su vetture Porsche, Audi e Volkswagen che deve ancora essere affrontato e risolto.

L'accordo sopra citato non riguarda però il lato penale di questa annosa vicenda che continua a rimanere sotto la lente degli investigatori del dipartimento di giustizia americano ed ovviamente non influisce sulle altre azioni legali portate avanti al di fuori gli Stati Uniti.

Il giudice americano che sta seguendo l'intera vicenda punta ad una soluzione rapida per risolvere lo scandalo emissioni scoppiato negli USA che ha travolto la Casa tedesca e si è successivamente diffuso in tutto il mondo. Inoltre, la toga ha ammonito le parti in causa, imponendo la più totale riservatezza sull'evolversi delle diverse trattative in corso, considerando che qualsiasi siano le soluzioni scelte potranno essere comunicate ufficialmente solo  dopo a loro definitiva  approvazione fissata per il 21 giugno.

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di Francesco Donnici | 22 aprile 2016

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