Autovelox: i casi in cui la multa è nulla

Un giudice di Pace ha annullato una multa per eccesso di velocità a causa dello stato di necessità scaturito da un imminente pericolo.

Le multe per eccesso di velocità effettuate da un apparecchio autovelox potrebbero essere nulle se vengono dimostrate valide motivazioni. Se l'alta velocità dell'automobile su cui si viaggia viene giustificata da uno stato di necessità scaturito da un imminente pericolo, la contravvenzione non risulta valida, come confermato da una recente sentenza effettuata da un Giudice di Pace di Palermo.

Le contravvenzioni amministrative vantano gli stessi principi del diritto penale, comprese le cause di non punibilità dei reati: stiamo parlando del cosiddetto "stato di necessità" previsto dal codice. In poche parole, il legislatore esclude la condanna per chi commette il reato, come ad esempio l'eccesso di velocità, se l'interessato risulta costretto dalla necessità di salvare sé o anche altri soggetti da un pericolo attuale e tangibile che potrebbe provocare un grave danno alla persona.

Per non cadere in errore, bisogna comunque stare attenti a numerosi particolari tra cui: il pericolo deve essere attuale, ovvero si deve trattare di una situazione urgente che non può essere rimandata per nessun motivo, inoltre non deve essere stato causato volontariamente da chi sta commettendo l'infrazione. Il pericolo non può essere evitando se non commettendo l'illecito. Il fatto deve inoltre proporzionale al pericolo: ad esempio, si commette l'illecito per salvare la vita di una persona, non per portare dal medico un malato di raffreddore.

Il Giudice di Pace ha inoltre asserito che lo stato di necessità "non deve essere inteso come certezza matematica di un pericolo", ma basta che ci sia  anche la "ragionevole minaccia" di una possibile causa imminente o prossima del danno. Nel testo della sentenza non viene specificato quel fosse la causa di necessitò invocata dall'accusato, ma è lecito dedurre che potrebbe trattarsi non solo di un grave stato di salute di un altro passeggero, ma anche di sintomi che hanno fatto presumere l'eventualità di un serio pericolo per la salute, anche se poi questo pericolo non è stato successivamente riscontrato dal personale sanitario. Un altro caso da prendere in considerazione è quello relativo all'eventualità in cui il soggetto si trova a prestare soccorso ad un conoscente che ha chiesto aiuto dopo un incidente stradale, anche se poi le sue condizione risultassero meno gravi di quelle dichiarate in un primo momento.

In poche parole, bisogna comprendere la condizione psicologica del conducente durante il momento in cui effettua l'eccesso di velocità, giudicando il suo comportamento alla luce di tutti i fatti precedentemente enunciati.

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di Francesco Donnici | 30 marzo 2016

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