Fca accusata di avere falsificato le vendite negli Usa

Due dealer hanno citato Fca. L'accusa: chiedeva alle concessionarie di gonfiare i dati sulle vendite. Immediata la smentita della Casa.

Il 2015 per Volkswagen è da ricordare come l'anno dei dati truccati sulle emissioni di azoto. Per Fca, il 2016 rischia di inziare come l'anno dei dati truccati sulle vendite. In queste ore, riporta una indiscrezione che viene pubblicata da Automotive News, due concessionarie Fca che fanno parte del Gruppo Napleton con sede a Chicago hanno citato la stessa Fca in tribunale. L'accusa che viene mossa all'azienda, indica l'edizione online del magazine di Detroit, è di avere chiesto ai venditori di falsificare i dati mensili sulle vendite in cambio di somme di denaro.

L'azione legale intrapresa da Napleton, che punta il dito contro Fca protagonista di una clamorosa escalation di vendite che prosegue ininterrotta da 69 mesi consecutivi (un record mai eguagliato dalle Case auto presenti negli Stati Uniti), riguarda una precisa accusa: in poche parole, ai venditori Fca veniva offerto del denaro qualora dichiarassero dati di vendita "gonfiati" all'ultimo giorno del mese. I quantitativi immessi in maniera artefatta sarebbero poi stati cancellati il primo giorno lavorativo del mese successivo: un espediente che serviva per evitare l'attivazione della garanzia del Costruttore.

Appare opportuno segnalare, sempre secondo quanto riportato da Automotive News, il fatto che i funzionari Fca sarebbero stati a conoscenza delle false segnalazioni di vendita e dei premi che vengono assegnati ai manager degli showroom al raggiungimento dei target di vendita: riconoscimenti che, sostiene l'accusa, sarebbero stati consegnati ben sapendo che si trattava di traguardi raggiunti in maniera artefatta e soltanto attraverso report di vendita fasulli.

Esistere, sostiene l'accusa, anche un concreto esempio di come si sarebbe agito: un dirigente vendite del Gruppo avrebbe offerto a Edward Napleton, proprietario della concessionaria "Napleton Arlington Heights Chrysler Jeep Dodge Ram" (dealer che possiede oltre 50 concessionarie multimarche tra Illinois, Pennsylvania, Missouri e Florida), una somma di 20.000 dollari "Per riferire al Gruppo false vendite di 40 nuovi autoveicoli" al termine di un mese non specificato. Secondo l'azione legale, l'offerta al concessionario Fca - respinta dallo stesso dealer - avrebbe permesso allo stesso Napleton di scoprire che un proprio collaboratore aveva in precedenza già accettato di indicare come "venduto" un lotto di 16 veicoli che, al contrario, risultavano invenduti. E c'è di più: l'accusa rivolta a Fiat-Chrysler indicherebbe la vendita (di fatto inesistente) di 85 autoveicoli da parte di una concessionaria dei marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram concorrente di Napleton: un "falso" da decine di migliaia di dollari.

Secondo lo stesso Napleton, riporta il sito Web di oltreoceano, Fca avrebbe creato un doppio listino del proprio "Volume Growth Program" che individua mese per mese i dealer capaci di raggiungere determinati target di vendite; inoltre, le concessionarie che avessero riportato dati gonfiati sulle vendite sarebbero state "premiate" da Fca attraverso la concessione di maggiori lotti di modelli più richiesti dunque più facili da vendere.

A distanza di poche ore dalla divulgazione delle indiscrezioni è arrivata la smentita ufficiale da parte di Fca, che in un comunicato dichiara: "Sebbene l'atto di citazione non sia ancora stato notificato a FCA US, la società è convinta del fatto che la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui FCA US discuteva con il gruppo del concessionario della necessità che quest'ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione. La società ha piena fiducia nella integrità dei suoi processi di business e dei suoi rapporti con la rete e intende difendere vigorosamente il caso".

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di Francesco Giorgi | 14 gennaio 2016

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