Renault: sospetti su emissioni truccate

La polizia antifrode francese sta effettuando delle perquisizioni in molte delle strutture Renault, mentre il titolo in borsa è crollato del 20%.

Il "dieselgate", scandalo sulle emissioni truccate del Gruppo Volkswagen, travolge anche la Renault, implicata in queste ore in una indagine della polizia antifrode francese che sta effettuando una serie di perquisizioni in vari stabilimenti e uffici della Casa d'oltre alpe.

Il sindacato CGT di Lardy che si occupa di effettuare le prove sulle emissioni ha comunicato che l'obiettivo delle forze dell'ordine è quello di verificare l'eventuale esistenza di un software simile a quello utilizzato dalla Casa di Wolfsburg per falsificare i dati dei test sulle emissioni inquinanti di CO2. Il sindacato ha infatti confermato che le perquisizioni della polizia sono indirizzate nei reparti di "omologazione e messa a punto dei controlli sui motori" ed è per questo motivo che risulta lecito immaginare che i controlli siano legati allo scandalo dei propulsori truccati da Volkswagen. I sequestri di materiale cartaceo e digitale sono stati effettuati presso i centro di ingegneria Renault di Lardy, il tecnocentro di Guyancourt (Yvelines), il sito di Plessis-Robinson e la sede di Boulogne-Billancourt (Hauts-de-Seine).

I vertici Renault hanno diramato una nota ufficiale che afferma: "Allo stato attuale, la direzione generale dell'energia e del clima DGEC, che è l'interlocutore della commissione tecnica, considera che le procedure in corso non mettono in evidenza la presenza di alcun software truffaldino. Questa è per Renault una buona notizia". Non bisogna inoltre dimenticare che in seguito allo scoppio del "dieselgate",  Renault aveva annunciato l'intenzione di investire ben  50 milioni di euro per ridurre le emissioni inquinanti delle suoi modelli in fase di omologazione, con lo scopo di  uniformarle a quelle dei test ufficiali.

La notizia delle perquisizioni alla Renault ha però avuto già un effetto molto negativo: il titolo del Costruttore transalpino è crollato in borsa, registrando un calo del 20% che si traducono in oltre 5 miliardi di euro bruciati dal mercato. A peggiorare le cose ci sono anche i dati di vendita delle automobili in Russia nel 2015 -  dove il marchio del Rombo è presente con il brand Autovaz - che hanno registrato un tonfo del 46%. Il crollo delle azioni della Casa francese ha creato un effetto a catena, trascinando in un calo medio del 6% i titoli di tutti i Costruttori automobilistici europei. A risentirne maggiormente è stato il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) che ha accusato una perdita del 10%, seguita da Peugeot (-8,10%).    

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di Francesco Donnici | 14 gennaio 2016

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