Autostrade: sciopero dei benzinai dal 19 al 21 ottobre

Le rappresentanze sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Anisa Confcommercio organizzano anche un presidio ad Autostrade per l’Italia.

Autostrade: sciopero dei benzinai dal 19 al 21 ottobre

di Francesco Giorgi

15 ottobre 2015

Le rappresentanze sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Anisa Confcommercio organizzano anche un presidio ad Autostrade per l’Italia.

L’inizio della prossima settimana sarà delicato per automobilisti e autotrasportatori: dalle 22 di lunedì 19 ottobre alla stessa ora di mercoledì 21 chiuderanno per sciopero le aree di servizio autostradali: 48 ore di serrata che sono state annunciate in queste ore dalle rappresentanze sindacali dei gestori che aderiscono a Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio, sigle che hanno inoltre indetto un presidio pacifico di protesta, fissato per martedì 20 ottobre, dalle 11, presso la sede romana di Autostrade per l’Italia.

Motivo della protesta, indicano le organizzazioni di categoria, è il decreto Mit e Mise varato lo scorso agosto, che  “protegge rendite di posizione di concessionari e marchi ristorazione e petroliferi, ai danni di gestori e utenti”. Per questo, è stato anticipato, i ricorsi contro il decreto interministeriale e i bandi di gara dei concessionari saranno depositati al Tar del Lazio.

Secondo le rappresentanze dei gestori, “Il decreto varato dai Ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico si traduce in una beffa per gli operatori e per i consumatori: e questo dopo lunghi mesi di assoluta inerzia, che hanno consumato inutilmente e quasi per intero i due anni di proroga delle sub – concessioni, già scaduti, concessi dall’Antitrust per avviare una razionalizzazione della rete delle aree di servizio autostradali”. Allo stato attuale, puntano il dito i gestori, per la rete “Non c’è alcuna razionalizzazione – erano state previste 25 chiusure e 19 contestuali nuove aperture -, non c’è alcun contenimento dei livelli di royalty imposte dai concessionari, che negli ultimi 10 anni sono aumentate del 1.400%, e non si assiste ad alcun innalzamento degli standard di servizio: anzi, al contrario viene premiata l’automazione spinta delle vendite di carburanti, alimenti e bevande”.

 

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