Saranno a marchio Sollers i SUV del Lingotto?

L'azienda russa, già partner della Fiat, potrebbe essere il produttore dei SUV che Marchionne ha anticipato nei giorni scorsi

Nei giorni scorsi, l'Amministratore Delegato della Fiat Sergio Marchionne è volato a Mosca per firmare assieme al primo Ministro russo Vladimir Putin un nuovo impegno del Lingotto in Russia. Un progetto che, secondo gli intenti, prevede la realizzazione di macchine agricole e per l'edilizia e di fuoristrada (SUV, più nello specifico).

Secondo il numero uno del Lingotto, lo sbarco in grande stile della Fiat in Russia - o meglio sarebbe dire il ritorno, visto che gli stabilimenti di Togliattigrad, dove si producono le Lada, furono realizzati nel 1966 proprio grazie ad un apporto diretto del Gruppo torinese - sarà reso possibile attraverso due accordi: con la Kamaz, il principale Costruttore russo di camion (per la realizzazione di un migliaio fra macchinari per l'agricoltura e l'edilizia all'anno), "avvicinato" da una joint venture con la CNH (Case New Holland); e con una maggiore penetrazione nei capitali della Sollers, azienda russa nata nel 2002 che produce le fuoristrada UAZ, Isuzu, Ssangyong, New Holland (per l'agricoltura e l'edilizia) e, in joint venture con la Fiat, produce negli stabilimenti situati nel Tatarstan la Fiat Linea e, negli impianti di Alabuga Sez, i motori della Fiat Powertrain Technologies (FPT) che equipaggiano il Ducato.

L'investimento da parte di Fiat Group nell'operazione ammonterà ad alcune decine di milioni di dollari, e non è l'unico attuato dal Lingotto.

C'è, infatti, un altro progetto: un'idea ghiotta che potrebbe realizzarsi nell'immediato futuro, e riguarda una possibile nuova linea di veicoli. Si tratta, in pratica, della realizzazione di SUV in Russia, un'idea lanciata da Marchionne durante il suo incontro con il premier Vladimir Putin.

L'idea di base è semplice: prendendo spunto dalle condizioni delle strade in Russia, il "terreno" sarebbe ideale per costruirvi dei veicoli fuoristrada (o SUV: questo sembra ancora da decidere).

Dal canto suo, Putin ha osservato che la realizzazione di una linea di SUV in Russia potrebbe rappresentare una mossa azzeccata: "I SUV sono molto richiesti in Russia, anche a causa delle condizioni di gran parte delle vie di comunicazione interne, che spesso si rivelano un problema per l'economia nazionale".

La benedizione del rappresentante politico più influente in Russia, perciò, è stata conferita al Lingotto. Che sia un caso la sigla di questi accordi in un momento economico preoccupante, come quello che sta attraversando il comparto auto in Russia, dove le vendite di autoveicoli nei primi mesi del 2009 hanno subito un tracollo dell'84 per cento?

E' dei giorni scorsi, a questo proposito, un ultimatum partito da Vladimir Putin all'indirizzo della Renault. Il Marchio francese, che ad oggi detiene il 25 per cento della quota capitale della AvtoVAZ (la Casa di Togliattigrad che produce le Lada) è stato "caldamente invitato" dal premier russo a partecipare al salvataggio della AvtoVAZ, pena la riduzione della sua quota all'interno dell'azienda russa dal 25 al 6 per cento.

Dunque, non sembra un caso. Anzi, tutto il contrario. E' risaputo che l'Italia è, da molto tempo, vicina commercialmente alla Russia. A partire proprio dagli anni Sessanta e dalla fondazione delle linee di montaggio della Lada create nel 1966, per volere dell'allora Presidente della Fiat Vittorio Valletta, che ebbe un ruolo di primo piano nella creazione a Togliattigrad degli stabilimenti per la produzione della Lada Zigulì, la "124 d'oltrecortina" che, di fatto, contribuì ad un cambiamento delle abitudini automobilistiche in Russia.

Una maggiore penetrazione della Fiat nell'industria russa costituirebbe, inoltre, una boccata d'ossigeno per l'asfittica produzione interna di fuoristrada, che a tutt'oggi vede impegnate due Case: la Lada e la UAZ. Antiquata la prima, che sforna dalle linee di montaggio di Togliattigrad la Niva ininterrottamente dal 1976 (e la cui "base" altro non è se non la Fiat 124); e troppo "di nicchia" la seconda, che annovera la commercializzazione delle UAZ, indistruttibili fuoristrada dalla fama indiscussa ma dal carattere un po' troppo "nudo e crudo" perché siano appetibili nei mercati occidentali, dove l'attenzione alle rifiniture e all'estetica non è nemmeno da prendere in considerazione, tanto è scontata.

La Sollers detiene, è vero, una joint venture con la Isuzu, per la produzione di veicoli commerciali leggeri, e dagli stabilimenti nazionali escono anche veicoli a marchio Ssangyong (il fuoristrada Rexton II e il SUV Kyron).

Ma, a quanto pare, il mercato è fertile. L'azienda russa, con la produzione e la commercializzazione di questi veicoli, può dimostrare di essere in grado di produrre dei fuoristrada. E, anche se non è stato chiaro chi possa essere il partner della Fiat per la partenza dell'operazione, si può pensare che sia proprio la Sollers l'azienda scelta dal Lingotto per la realizzazione della nuova linea di vetture.

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di Francesco Giorgi | 12 ottobre 2009

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