Traffico e trasporti pubblici: l’ACI boccia Roma

La viabilità di Roma finisce sotto accusa in un rapporto dell’ACI, che sottolinea l’alto numero di auto e i problemi del trasporti pubblici.

Traffico e trasporti pubblici: l'ACI boccia Roma

di Giuseppe Cutrone

09 luglio 2014

La viabilità di Roma finisce sotto accusa in un rapporto dell’ACI, che sottolinea l’alto numero di auto e i problemi del trasporti pubblici.

Se non è una bocciatura poco ci manca, perché il rapporto “Muoversi meglio in città per muovere l’Italia” pubblicato dall’ACI non è certo tenero con Roma e con la sua viabilità. La Capitale non può vantare numeri molto lusinghieri, dato che i suoi cittadini perdono in media circa 3 giorni all’anno immersi nel traffico intasato. 

L’Automobile Club d’Italia sottolinea nel rapporto che la rete dei trasporti pubblici di Roma è vecchia e costosa, mentre la densità automobilistica assume valori rilevanti, al punto che si calcolano 71 vetture ogni 100 abitanti. 

Le statistiche dicono inoltre che il 66% dei romani è obbligato (o semplicemente sceglie) a spostarsi in auto, contro una media nazionale del 59% e una europea del 35%. L’elevato numero di veicoli privati che ogni giorno si riversa sulle strade della Città Eterna porta a congestionare il traffico, con costi di oltre 2 miliardi di euro all’anno (1.000 euro per ogni automobilista) e un tasso di mortalità degli incidenti che arriva a 7 ogni 100.000, una cifra in aumento rispetto a quanto registrato negli anni precedenti. 

Roma si classifica inoltre al ventesimo posto della classifica europea che considera l’estensione della rete della metropolitana, con una copertura di 41,5 km e solo 309 milioni di passeggeri all’anno, a conferma di una situazione che vede la Capitale in ritardo rispetto alle altre metropoli d’Europa. 

E sebbene il rapporto sottolinei le mancanze di Roma, in realtà non si può parlare di problema confinato ad una sola città, in quanto l’arretratezza della mobilità urbana appare come una  condizione generale che coinvolge tutto il Paese. 

Per questo motivo ACI propone uno speciale piano nazionale che prevede investimenti di 50 miliardi di euro in 10 anni al fine di ammodernare il settore, con nuove regole, controlli efficaci e incentivi per le amministrazioni locali che si mostreranno più efficienti nell’apportare dei miglioramenti a vantaggio di chi circola ogni giorno sulle strade.

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