Sciopero benzinai: niente carburante fino alle 7 di domani

Ieri sera è scattato lo sciopero nazionale dei benzinai contro le politiche dei prezzi delle Compagnie. Ecco come cercare il prezzo migliore.

Le politiche di gestione praticate dalle Compagnie petrolifere, che a ben vedere sono alla base delle notevoli differenze di prezzo fra un marchio e l'altro (spesso, da un distributore all'altro, anche a distanza di pochi metri) costituiscono il motivo principale dello sciopero dei benzinai che è iniziato ieri sera alle 19,30 e proseguirà fino alle 7 di domani (giovedì) sulla rete urbana ed extraurbana, mentre sulle autostrade, dove è iniziata alle 22 di ieri, la serrata terminerà alle 22 di questa sera.

I rappresentanti sindacali puntano il dito contro la discriminazione dei prezzi, e richiamano i distributori alla "sacrosanta battaglia": Maurizio Micheli, presidente di Figisc - Confcommercio, indica che le proteste "Non si fermeranno fino a quando Governo e Parlamento non metteranno mano all'ingiustizia della discriminazione dei prezzi che le Compagnie petrolifere impongono ai gestori e agli automobilisti".

In queste ore, l'adesione allo sciopero su tutto il territorio nazionale è dell'80% circa: coinvolge pressoché tutti i distributori, ad eccezione dei distributori che hanno l'obbligo di restare aperti per garantire un minimo di servizio essenziale agli utenti (numero non inferiore al 50% dei distributori aperti nei giorni festivi e almeno un distributore ogni 100 km sulle autostrade per garantire rifornimenti ai veicoli d'emergenza e alle forze di polizia).

Nel frattempo, sono da segnalare in queste ore nuovi rincari del prezzo dei carburanti. Nel prossimo fine settimana, la tendenza dovrebbe stabilizzarsi. La media nazionale dei prezzi alla pompa è di 0,745 euro per il Gpl, 1,726 euro per il Gasolio e 1,828 euro per la benzina. Tuttavia, per quest'ultima vengono registrate punte di 1,889 euro al litro, 1,773 euro il diesel e 0,760 euro il Gpl.

Lo sciopero dei benzinai che in queste ore lascia "a serbatoio asciutto" milioni di automobilisti suggerisce un'idea di come questa situazione possa essersi creata, e nello stesso tempo qualche indicazione su come cercare il prezzo migliore. A differenza di quanto avveniva fino a pochi anni fa, quando cioè le maggiori differenze di prezzo si registravano soltanto negli allora pochi pochi punti di rifornimento con i marchi della grande distribuzione (supermercati e ipermercati) o dove c'era una certa concentrazione di "pompe bianche", da qualche anno, a causa della crisi economica, sono sempre più i distributori "ufficiali" che decidono di praticare prezzi più bassi, anche a discapito della redditività.

Dal canto loro, le Compagnie spesso scelgono di concedere ai gestori di praticare prezzi più bassi nelle zone più esposte alla concorrenza, "rifacendosi" sui distributori che, secondo loro, possono sopportare meglio prezzi più alti (arterie di grande transito, autostrade, zone poco servite da distributori). In questa situazione, l'automobilista può andare a caccia del miglior prezzo cercando zone con molti distributori, o allontanandosi un poco dalle strade più trafficate. Tuttavia i gestori possono sentirsi penalizzati: decidono loro il prezzo al pubblico, ma sotto l'influenza della Compagnia: i benzinai, dunque, possono solo sperare in una concorrenza nei dintorni non troppo agguerrita, o che gli automobilisti non si accorgano dei differenti prezzi praticati dai distributori di uno stesso marchio a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro. 

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di Francesco Giorgi | 18 giugno 2014

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