Radiazioni per esportazioni: è aumento esponenziale

ASSODEM, l’associazione di categoria degli autodemolitori, lancia l’allarme.

Cresce in maniera esponenziale il numero di veicoli radiati per finire all'estero, un fenomeno che ha portato ASSODEM, l'associazione di categoria degli autodemolitori che opera all'interno di FISE Unire/Confindustria, a lanciare un allarme sulle attività illegali favorite da questa pratica.

Infatti, molte auto di lusso continuano a circolare sul territorio nazionale, evitando il pagamento del superbollo, ostacolando la notifica delle multe e nascondendosi anche dagli occhi del redditometro. Inoltre, molte delle auto radiate non vengono immatricolate nel paese estero di destinazione, alimentando così i mercati illeciti di ricambi e approvvigionando i centri di raccolta non autorizzati.

Una situazione favorita dall'articolo 103 del nuovo codice della strada che consente la richiesta di esportazione definitiva del veicolo all'estero prima che lo stesso venga trasferito e immatricolato nel paese di destinazione e permette a qualsiasi proprietario ma non intestatario del veicolo d'inoltrare l'istanza.

"Il fatto che venga consentito di radiare prima di esportare dà luogo però a numerose ricadute negative - spiega Anselmo Calò, Presidente ASSODEM - la cancellazione dell'auto dal registro, senza la contestuale iscrizione in un Pra estero, fa entrare il veicolo in una sorta di limbo. Da quel momento si interrompe l'obbligo del pagamento della tassa automobilistica. Così come viene meno la tutela di eventuali terzi danneggiati dalla circolazione del mezzo, che non ha più un intestatario".

Insomma, un fenomeno su quale riflettere, visto che i veicoli che subiscono la radiazione per esportazione sono passati da 493.547 euro del 2009, ai 733.132 del 2012.  

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di Valerio Verdone | 12 giugno 2014

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