Inquinamento: è allarme in diverse città italiane

La campagna Treno Verde 2014 sottolinea l'aumento dello smog in diverse città italiane. Non va meglio anche sul fronte dell'inquinamento acustico.

Legambiente e il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane hanno diffuso dati allarmanti sulla situazione dell'inquinamento in alcune città italiane. La situazione è riassunta nel Treno Verde 2014, il rapporto relativo all'omonima campagna itinerante giunta alla ventiseiesima edizione. 

Secondo Legambiente, le città sono sempre più soffocate dallo smog, con un'alta concentrazione di polveri sottili e un ritorno del benzene. Secondo i dati pubblicati, in tre mesi quattro città hanno superato i limiti annuali di PM10, con Frosinone a guidare questa classifica a causa dei suoi 57 sforamenti, seguita da Torino e Alessandria, rispettivamente a quota 46 e 45, e da Benevento, che si comporta un po' meglio con i suoi 42 superamenti.   

Il rapporto specifica che a superare il tetto per le polveri sottili sono state anche Verona, Ancona e Varese, mentre il benzene è stato rilevato in città come Palermo e Torino. Non va meglio sul fronte dell'inquinamento acustico, anch'esso ovviamente da ricondurre principalmente al traffico, secondo Treno Verde.  

Legambiente parla senza mezze misure della "mai sanata schiavitù dell'automobile", con la direttrice nazionale Rossella Muroni che, intravedendo un rischio ambientale e per la salute dei cittadini, sollecita l'intervento delle istituzioni: "Al ministro Galletti chiediamo di intraprendere azioni efficaci e interventi mirati per risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico in tutta la Penisola, destinando più fondi e incentivi al trasporto pubblico locale e all'ammodernamento della rete ferroviaria, invece che per la realizzazione di inutili opere autostradali". 

Il problema sembra essere l'alta concentrazione di agenti inquinanti nelle aree urbane, una situazione che ha poco a che vedere con l'ammodernamento della rete ferroviaria chiesta da Legambiente e che solo parzialmente sarebbe risolta da un potenziamento del trasporto pubblico, comunque necessario. 

Sorprende quindi che nessuno abbia evidenziato come si possa trarre un discreto vantaggio dallo sblocco agli incentivi auto, così da aiutare il rinnovo del parco veicoli circolante e sostituire i modelli più vecchi con altri più moderni, sicuri e soprattutto più efficienti e silenziosi.

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di Giuseppe Cutrone | 28 marzo 2014

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