Le supersportive della mafia costano troppo: la Polizia se ne disfa

Troppo cara la manutenzione delle vetture di lusso sequestrate alla mafia utilizzate come auto-civetta: la Polizia le restituisce alla Magistratura

Belle, bellissime. Care, carissime. Anche per gli Enti che, da qualche mese, avevano iniziato a utilizzarle come auto-civetta per servizi di logistica e appostamenti, pedinamenti, trasferimenti e operazioni sotto copertura.

Le supercar confiscate nei mesi scorsi ai mafiosi (Ferrari, Porsche, Audi, Mercedes, BMW e altre Marche di prestigio) e che, nelle intenzioni del Ministro dell'Interno Roberto Maroni - che a Dicembre del 2008 aveva presentato una Ferrari 512 color Giallo Fly e una Porsche Cayenne nera, allora appena sequestrate alla mafia, come dimostrazione che "L'aria è cambiata" - avrebbero dovuto arricchire il parco auto della Polizia di Stato, rischiano adesso di costituire un costoso peso per le casse statali.

Come dire: mantenerle costa troppo. Ed è così che, nei giorni scorsi, la Direzione centrale dei servizi tecnico - logistici e della Gestione patrimoniale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha diramato una circolare nella quale si indica che le supercar frutto di confisca ai beni della mafia, di trafficanti di droga e di armi, saranno "passate" alla Magistratura, che ne potrà decidere la demolizione.

"Al fine di contenere le spese di manutenzione del parco veicolare della polizia di Stato - recita la circolare - si dispone la restituzione alle competenti autorità giudiziarie di tutte le autovetture di cilindrata superiore ai 2.500 cc affidate in giudiziale custodia ad uffici e reparti del territorio".

Le quali autorità giudiziarie, dal canto loro, provvederanno alla radiazione di queste supersportive (ma anche SUV, fuoristrada e berline di lusso), in favore di analoghe vetture ma che non superino i 2.5 litri di cilindrata.

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di Francesco Giorgi | 26 agosto 2009

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