Donne: sempre vittime degli incidenti stradali

Quando sono coinvolte in prima persona e quando devono assistere dei familiari. Una ricerca ANIA-ONDA mette in luce questa emergenza

Quando ad essere vittima di un incidente stradale sono le donne: un tema dibattuto in una indagine promossa dalla Fondazione ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) per la Sicurezza Stradale e da ONDA (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) e curata da un gruppo di ricercatori della Università Bocconi di Milano, che ha evidenziato come, nel milione di feriti da incidenti stradali e nei 5100 decessi che si sono verificati nel 2007, sono stati oltre 150 mila (per la precisione 150.676) i casi nei quali la vittima ha riportato una invalidità permanente superiore a 9 punti percentuali.

Fra queste, 55.336 (vale a dire una su tre) sono donne, e nella maggior parte dei casi soggetti "passivi" dell'incidente: nel 58,6 per cento dei casi non si trovavano alla guida di veicoli coinvolti, e nel 54 per cento dei casi erano pedoni che sono stati investiti. Lo studio promosso dall'ANIA e dall'ONDA evidenzia un dato di fatto: quando l'invalidità raggiunge il 9 per cento, vuol dire che l'infortunato non potrà più continuare con le abitudini di vita che conduceva in precedenza.

Dalla ricerca sono scaturite tre tematiche fondamentali: l'elevato numero di invalidità permanenti, l'alta percentuale di donne "vittime" degli incidenti stradali, e il ruolo sociale della donna all'interno di un nucleo familiare che necessita di assistere un soggetto che ha subito un incidente.

L'aspetto più drammatico di questa ricerca indica che la donna, quando resta vittima di un incidente stradale, lo può diventare due volte: quando subisce in prima persona un trauma che porta ad una invalidità permanente, e quando diventa il sostegno principale di un nucelo familiare che è stato coinvolto in un incidente.

In questo ultimo caso, poi, va ricordato il costo sociale non indifferente per l'economia del Paese: l'ultima stima, in ordine di tempo, indica che l'invalidità permanente causata da incidenti stradali ha raggiunto i 31 miliardi di euro.

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