Fiat punta al 68,4% del capitale di Chrysler

La Casa del Lingotto esercita la terza opzione per salire ulteriormente nel capitale della Chrysler, ma non mancano i problemi con il fondo Veba.

Fiat punta al 68,4% del capitale di Chrysler

di Francesco Donnici

08 luglio 2013

La Casa del Lingotto esercita la terza opzione per salire ulteriormente nel capitale della Chrysler, ma non mancano i problemi con il fondo Veba.

Continua spedita la scalata di Fiat nei confronti di Chrysler: il Lingotto ha esercitato la terza opzione per acquistare un’ulteriore quota del 3,3% di Chrysler che porterà il Costruttore italiano al controllo del 68,4% del capitale del Gruppo americano.

La quota in questione sarà acquistata da Veba, il fondo di assistenza sanitaria dei pensionati della Casa di Detroit, gestito dal sindacato Uaw  e che vanta nel suo portafoglio una quota del 41,5% di Chrysler, ricevuta nel 2009 in occasione della bancarotta pilotata dell’azienda. Proprio durante il periodo di “salvataggio” del Costruttore americano, Fiat era riuscita ad ottenere sul 40% della quota di Veba (ovvero il 16,6% di Chrysler), un opzione esercitabile in tranche semestrali. Secondo i calcoli effettuati da Fiat,  l’importo da versare per l’acquisto della terza tranche di capitale di Chrysler, attualmente appartenente Veba, risulta di  254,7 milioni di dollari.

Dal canto suo, il fondo fiduciario controllato dal sindacato americano ha dato una diversa valutazione relativa alla terza tranche contesa, e per questo motivo i vertici Fiat si sono rivolti alla Chanchery Court del Delaware per risolvere questa spinosa questione. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, alla fine dell’assemblea degli industriali di Torino ha dichiarato in modo risoluto: “Abbiamo esercitato oggi la terza opzione. La trattativa con Veba non ha dato ancora buon esito, se accettano il nostro pagamento chiudiamo in settimana“.