Trasporti: cresce il pubblico nelle metropoli, nei piccoli centri prevale l’auto

Secondo l'ASSTRA nelle grandi città con l'auto si fanno il 60% degli spostamenti. In provincia si supera il 90% e cala il trasporto pubblico

Nelle grandi città si fa largo il trasporto pubblico a scapito di quello privato. Nei grandi centri le auto costituiscono meno del 60% degli spostamenti urbani motorizzati. La musica cambia però nelle piccole realtà (con meno di 100mila abitanti) dove al contrario il tasso di penetrazione delle auto supera il 90% ( secondo i dati del 2008).

L'analisi è stata condotta dall'Associazione Italiana delle Aziende di Trasporto Pubblico Locale (ASSTRA) che ha sottoscritto a Vienna un accordo con l'UITP, l'Unione internazionale del trasporto pubblico, e Veronafiere allo scopo di studiare in modo permanente la mobilità nelle città di dimensioni medio-piccole e nelle aree extraurbane scarsamente popolate attraverso la manifestazione Bus & Bus Mobility Business, in calendario a Verona dal 18 al 21 Novembre.

A mettere tutto nero su bianco sono stati il presidente di UITP Roberto Cavalieri e il direttore Hans Rat, il presidente di ASSTRA Marcello Panettoni e l'omologo di Veronafiere Ettore Riello. Nel corso del faccia a faccia sono stati illustrate i contenuti dei Regional Transport Days, il forum con cadenza biennale sostenuto da tutti gli organi coinvolti nell'accordo e che coinvolgerà oltre 400 delegati da tutto il mondo.

"ll forum di Verona - spiega Riello - consentirà di studiare le specifiche esigenze del trasporto pubblico nelle città medio-piccole, con una particolare attenzione ai mezzi, anche innovativi, impiegati nella rete urbana ed extraurbana, e valutare le opportunità di sviluppo a supporto dei servizi al cittadino e del turismo locale attraverso, ad esempio, il partenariato pubblico-privato e l'utilizzo delle linee ferroviarie secondarie».

Secondo il rapporto Isfort-Asstra del 2009 sulla mobilità urbana, il settore del trasporto pubblico urbano è trainato soprattutto dalle aree metropolitane, dove l'incidenza sugli spostamenti è salita al 29,3% contro il 27,7% dell'anno precedente. Al contrario nei piccoli centri di provincia il trasporto pubblico è ridotto ai minimi termini, con una penetrazione sempre al di sotto del 5%.

Dando un'occhiata inoltre al periodo 2000-2008 viene fuori che nei centri minori la crisi del trasporto pubblico è un fatto consolidato dal 2005 (quando la penetrazione era del 5,4%), ben al di sotto dell'8-9% registrato nel triennio 2002-2004.

"Le città di medie dimensioni custodiscono il cuore dell'eccellenza italiana ed anche europea - sottolinea Panettoni -. Un cuore a rischio altissimo di infarto se non verranno trovate in tempi brevi delle soluzioni rapide, efficaci e coraggiose alla crisi della mobilità che minaccia la vivibilità di questi centri urbani, attanagliati da un traffico che ne intacca fortemente il valore".

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di Lorenzo Stracquadanio | 15 giugno 2009

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