Ubriachi alla guida: l'auto si rifiuterà di partire

La NHTSA e un gruppo di costruttori si preparano a sperimentare i primi veicoli che bloccano l'avvio del motore se il conducente è ubriaco.

Ci si siede alla guida in stato di ubriachezza o comunque con un livello di alcol più alto del massimo consentito? L'auto si rifiuta di partire e non consente l'avvio del motore. Una situazione di questo tipo non è frutto della fantasia, ma descrive quanto potrebbe capitare a chi, dopo aver bevuto, si metterà al volante di uno dei veicoli rientranti nel DADSS (Driver Alcohol Detection System for Safety), un progetto avviato alcuni anni fa dalla NHTSA e da diversi costruttori automobilistici riuniti nella ACTS (Automotive Coalition for Traffic Safety). 

Il progetto si prepara a mettere su strada i primi prototipi di auto dotate di un sistema che blocca l'accensione del motore nel caso venga rilevato lo stato di ebbrezza del conducente, il tutto con l'obiettivo di impedire che si viaggi ubriachi mettendo a rischio la sicurezza stradale.  

La verifica del livello di alcol nel sangue può essere effettuata dalla strumentazione di bordo tramite due tecnologie che attualmente gli addetti del DADSS stanno valutando. Un sistema prevede il controllo del fiato tramite l'uso di strumenti simili agli etilometri, i cui sensori possono essere installati sulla portiera del lato guida o sul piantone dello sterzo. 

Una seconda soluzione prevede invece l'impiego di un sensore a infrarossi sensibile al tocco, probabilmente installato sul pulsante di avviamento, capace di "penetrare" nella pelle del guidatore e ricavare i valori che indicano la quantità di alcol in circolazione. 

Secondo l'Università del Michigan, tecnologie di questo tipo consentirebbero di evitare nel solo Nord America fino a 59.000 vittime della strada in 15 anni ed è per questo che al progetto stanno dando il loro contributo costruttori come Toyota, Volkswagen, General Motors, Ford, Fiat Chrysler, Jaguar-Land Rover, Mercedes, Porsche, Bmw, Nissan, Subaru, Kia, Hyundai, Mazda, Volvo, Mitsubishi, Honda.

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di Giuseppe Cutrone | 10 giugno 2015

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