Marchionne: Fiat non lascerà l'Italia

Dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni sul piano Fabbrica Italia, Sergio Marchionne risponde assicurando che Fiat non lascerà l'Italia.

Dopo qualche giorno di silenzio e dopo le richieste di chiarimento arrivate da più parti, compreso il Ministro del Lavoro Elsa Fornero, l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha risposto alle tante critiche e alle preoccupazioni che un possibile abbandono del Paese, dopo la bocciatura del piano Fabbrica Italia da parte del costruttore del Lingotto, avevano generato.

Il manager italo-canadese ha assicurato che lasciare l'Italia non è nelle intenzioni di Fiat, così come non è a rischio l'attività delle fabbriche italiane: "In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via".

Al tempo stesso Marchionne ha sottolineato che la situazione è difficile, visto il momento delicato in cui versa l'intero settore automobilistico. Per questo motivo il CEO Fiat ha chiesto aiuto, spiegando: "Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell'Italia". Il manager ha quindi aggiunto che "l'Italia dell'auto è precipitata in un buco di mercato senza precedenti, abbiamo perso di colpo quarant'anni e qualcuno vorrebbe che la Fiat si comportasse tranquillamente come prima? O è un'imbecillità pensare a questo, o è una prepotenza, fuori dalla logica".

Fiat assicura quindi che l'impegno italiano non è in discussione, ma al tempo stesso il gruppo pare volere mettere le mani avanti chiarendo che in una situazione diventata via via più complessa non ci sono più, o potrebbero non esserci, le condizioni necessarie per mantenere gli impegni assunti in precedenza.

Secondo le parole del suo numero uno, Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni di euro in Europa e sta reggendo alla crisi solamente puntando sui successi ottenuti all'estero, soprattutto negli USA, dove la ripresa del mercato potrebbe essere sfruttata per avere quella sicurezza finanziaria a garantire la presenza del gruppo in Europa e in Italia.

Marchionne ha voluto rispondere infine anche a Diego Della Valle, che aveva definito i vertici Fiat abili a fare solamente il loro interesse, non tenendo in conto le esigenze dell'Italia. A tale riguardo il capo di Fiat-Chrysler ha parlato di "molti maestri d'automobile improvvisati", mentre sull'invito del Ministro Fornero, che ha detto di volere un incontro chiarificatore, ha assicurato la propria disponibilità al confronto, pur ribadendo che in tempi così difficili ognuno è chiamato a fare la sua parte.

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di Giuseppe Cutrone | 18 settembre 2012

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