Carburanti: la benzina resisterà fino al 2050

L’elettrico rimpiazzerà presto benzina e diesel? Pare proprio di no: secondo uno studio americano i carburanti fossili resisteranno fino al 2050.

Carburanti: la benzina resisterà fino al 2050

di Francesco Giorgi

13 agosto 2012

L’elettrico rimpiazzerà presto benzina e diesel? Pare proprio di no: secondo uno studio americano i carburanti fossili resisteranno fino al 2050.

Le auto a combustione sono destinate a sparire nel giro di pochi anni? Nell’attesa di vedere come si evolverà il settore automotive, si moltiplicano i “profeti” che predicono scenari spesso opposti. C’è chi prevede che le auto elettriche supereranno quelle “tradizionali” già nel 2020 e chi prospetta ancora una lunga vita per diesel e benzina.

In particolare, l’US National Petroleum Council ha pubblicato nei giorni scorsi uno studio, commissionato dal Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti, in cui si evidenzia come i motori a benzina, a gasolio, GPL e metano resteranno saldamente al proprio posto, almeno fino al 2050.

Per stroncare sul nascere qualsiasi dubbio di parzialità, va detto che l’US National Petroleum Council, seppure il nome possa suggerire una certa vicinanza ai produttori di petrolio, non comprende solamente Compagnie petrolifere e dell’indotto, ma anche distributori, rappresentanti dei consumatori e agenzie no-profit.

I motivi che, secondo lo studio, manterranno la leadership ai motori “tradizionali” vanno visti in un’ottica di spesa: l’aumento dei costi per lo sviluppo delle nuove tecnologie – legati in special modo alla necessità di provvedere ad infrastrutture e reti di ricarica adeguate – costituiranno i principali ostacoli a un’adozione diffusa della trazione elettrica o a celle di idrogeno. E questo, nonostante l’impegno da parte del Governo di Washington alla promozione di particolari tecnologie rivolte alla riduzione dei gas serra. Un impegno finora dimostratosi più teorico che pratico, almeno riguardo al comparto automotive: lo studio dell’US National Petroleum Council, infatti, rivela che le politiche governative “Dovrebbero essere basate in misura maggiore sulle dinamiche di mercato”.

In questo caso, può essere che lo studio voglia alludere al maggiore successo di vendite che incontra negli USA la “ibrida extended range” Chevrolet Volt (Opel Ampera in Europa) rispetto alla totalmente elettrica Nissan Leaf, forse troppo in anticipo sui tempi per incontrare un pieno successo di vendite. Ma, viene da pensare, sicuramente i vertici di Nissan conoscono da tempo le proiezioni a lungo termine sullo sviluppo della tecnologia elettrica negli autoveicoli (come abbiamo riportato nelle scorse settimane, il marchio giapponese, in Europa alleato con Renault nello sviluppo di strategie per la mobilità elettrica, sta focalizzando la propria attenzione su nuovi modelli elettrici da affiancare alla Leaf).

Questa constatazione viene confermata dagli stessi autori dell’inchiesta, per i quali “E’ forse ancora presto per stabilire con sicurezza quali siano le tecnologie più promettenti per il futuro”.

D’altro canto, l’indagine ha evidenziato come il combustibile maggiormente candidato a superare il petrolio nella mobilità privata USA sia il gas naturale: a condizione che le Compagnie non facciano cartello e mantengano i costi per i consumatori relativamente bassi.

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