Gruppo PSA: 8.000 licenziamenti in Francia

I tagli effettuati dal Gruppo PSA porteranno alla chiusura dello storico stabilimento di Aulnay.

Citroen DS3

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Il Gruppo PSA (Peugeot e Citroen) ha deciso un drastico taglio di personale che porterà a casa circa 8.000 lavoratori provenienti da alcuni stabilimenti francesi dei due marchi d'oltralpe. Entro il 2014 chiuderà per sempre i battenti lo storico stabilimento di Aulnay, situato alle porte di Parigi, dove lavorano ben 3000 operai, mentre nella fabbrica di Rennes verrà ridotto drasticamente l'organico con ben 1.400 tagli che si aggiungeranno ad altri 3.600 esuberi concentrati nelle strutture centrali del Gruppo.

Dopo la chiusura dell'impianto Aulnay e il ridimensionamento di quello di Rennes , la produzione del Gruppo transalpino si concentrerà nella fabbrica di Poissy, situata sempre nei pressi della Capitale francese.

Questa drastica situazione è l'epilogo di una crisi del settore che ha colpito la Casa francese più di altri Costruttori europei, a causa della forte dipendenza del Gruppo relativa alle vendite realizzate nel vecchio continente, le quali hanno subito un drastico calo che secondo le previsioni degli esperti sembra destinato addirittura ad aumentare drasticamente. Nei primi sei mesi dell'anno, le vendite nel settore automotive sono calate del 14% in Francia e del 20% in Italia, quest'ultimo considerato uno dei mercati di riferimento per il Gruppo francese. Il Calo delle vendite ha inciso sui conti dei due brand francesi per ben 700 milioni di euro, portando la capacità di produzione degli impianti al 76%. L'unica strada per risollevare la situazione finanziaria del Gruppo PSA sarà proprio la drastica riduzione del personale studiata nel piano di ristrutturazione che dovrebbe portare in pareggio il cash flow entro la fine del 2014.

L'attuale situazione dei marchi Peugeot e Citroen sembra rispecchiare quella di altri Gruppi automobilistici europei, ultimamente sempre più impegnati in tagli del personale e drastiche ristrutturazioni. Ricordiamo la chiusura della fabbrica  Fiat di Termini Imerese, seguita poco tempo dopo da quella Opel situata ad Anversa, in Belgio. Purtroppo la chiusura di questi stabilimenti sembra sancire solo l'inizio di una serie di misure simili che potrebbero investire altri stabilimenti europei. Proprio nei giorni scorsi, il gruppo Fiat, attraverso il suo amministratore delegato Sergio Marchionne, ha lanciato l'allarme di una possibile chiusura di uno stabilimento Fiat italiano a causa della drastica diminuzione delle vendite dei brand appartenenti al Costruttore italiano. Senza mezze parole, Marchionne ha infatti spiegato che uno stabilimento italiano è di troppo, e con le vendite attuali, lanciare adesso la nuova generazione della Fiat Punto sarebbe un "suicidio annunciato",  perché non si riuscirebbe ad ammortizzare gli  investimenti effettuati per la sua realizzazione.

 

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di Francesco Donnici | 12 luglio 2012

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