Italiani e l’alcol: uno su quattro guida dopo aver bevuto

Il 25 % degli italiani guida anche se non è del tutto sobrio e molti non conoscono i nuovi limiti. L’importanza di campagne di sensibilizzazione

Italiani e l'alcol: uno su quattro guida dopo aver bevuto

di Francesco Giorgi

05 giugno 2009

Il 25 % degli italiani guida anche se non è del tutto sobrio e molti non conoscono i nuovi limiti. L’importanza di campagne di sensibilizzazione

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Gli italiani bevono, e si mettono alla guida senza preoccuparsi delle sanzioni troppo previste dalla legge per chi si mette al volante di un’auto nonostante il rischio di vedersi sospesa la patente per un mese (almeno) e il portafoglio alleggerito da multe che spesso fanno passare a lungo la voglia di bere alcolici.

Una recente inchiesta commissionata dalla compagnia assicurativa Direct Line, a seguito della proposta di Legge del Parlamento sulla guida in stato di ebbrezza (che prevede “tolleranza zero” per  i giovani da 18 a 21 anni e gli automobilisti in possesso di patente da meno di 3 anni, con un inasprimento della pena anche nel caso di tasso alcolemico da 0 a 0,5 grammi per litro nel sangue) ha, infatti, evidenziato che un automobilista “nostrano” su 4 dichiara di mettersi al volante, dopo aver bevuto, ma cerca di mantenere un’andatura moderata; il 16 per cento (quindi oltre uno su sei) accetta di guidare ma solo se la distanza da coprire è breve; e l’8 per cento ammette di guidare senza porsi alcun problema riguardo alla sicurezza.

Proseguendo con i dati percentuali, l’inchiesta ha portato alla luce anche un altro preoccupante fenomeno: l’ignoranza nei confronti delle normative. Fra gli intervistati, infatti, solo il 33 per cento ha risposto di poter guidare solo se la quantità di alcol nel sangue non supera gli 0,5 grammi per litro; al contrario, il 22 per cento (vale a dire quasi uno su quattro) ha ammesso di non conoscere i limiti previsti dalla Legge.

Le sanzioni

Ovvero, come si diceva: divieto di assumere alcol prima di mettersi alla guida per i giovani da 18 a 21 anni e i neopatentati (fino a 3 anni dal conseguimento della patente), pena la sospensione della patente fino a 9 mesi e una multa di 3 mila euro. Che diventano 6 mila nel caso si provochi un incidente, multa da 200 a 800 euro se si viene pizzicati con un tasso di alcol nel sangue da 0 a 0,5 grammi per litro e aumento da 400 a 1600 euro se si provoca un incidente. Un caso che prevede la revoca della patente, con divieto di conseguirne una nuova prima di cinque anni e reclusione da 6 mesi a 5 anni in caso di lesioni gravi; limite che va da 1 anno e mezzo a 4 anni in caso di lesioni gravissime e fino a 10 anni se si causa la morte di una persona; 15 anni se si provoca la morte di più persone.

La legge questa sconosciuta…

E però, le nuove norme hanno incontrato, nel sondaggio promosso dalla compagnia, una larga fetta di automobilisti che non conoscevano i limiti proposti dal Parlamento: uno su quattro, appunto. D’altro canto, la proposta di legge ha incontrato i favori della maggior parte delle persone intervistate: il 60 per cento, infatti, si è dichiarato d’accordo con la linea dura, mentre un automobilista su sei si è detto convinto che lo strumento per ridurre il rischio di incidenti provocati dallo stato di ebbrezza non sia da ricercare in una restrizione dei limiti di alcol che la legge autorizza ad assumere; allo stesso modo, un ulteriore 16 per cento degli intervistati ritiene che si debbano adottare dei limiti “flessibili”, a seconda dei singoli casi.

Quanto alle misure “complementari” (leggi: prevenzione), il 60 per cento degli automobilisti intervistati si è dichiarato favorevole ad una intensificazione dei controlli sulle strade da parte delle forze di polizia, il 50 per cento ha indicato la necessità di promuovere attività concrete di sensibilizzazione alla sicurezza stradale nei confronti dei più giovani e il 46 per cento vorrebbe rendere obbligatorio il test dell’etilometro all’uscita dei locali.

Necessarie prevenzione ed educazione

 

Bisogna considerare, a conforto di quanto dichiarato dalle persone intervistate nel sondaggio promosso dalla Direct Line, che il rischio di incidente è 25 volte superiore alla media se ci si mette al volante dopo aver superato il limite di alcol previsto dalla Legge, secondo una ricerca effettuata negli ultimi mesi dalla inglese Royal Society for Prevention of Accidents.

Nella stessa ricerca, è stato evidenziato che i rischi di provocare un incidente, se non si è perfettamente sobri, crescono in maniera esponenziale: prendendo come base l’unità 1 come fattore di rischio se ci si mette al volante senza avere bevuto alcolici, le probabilità di innescare un incidente stradale salgono a 380 nel caso che il tasso di alcol nel sangue sia pari o superiore a 1,5 grammi per litro. Secondo l’Istituto inglese che ha condotto l’indagine sui rischi, basta mettersi al volante con un tasso di alcol “medio – basso” (compreso, quindi, fra 0,5 e 0,9 grammi per litro) perché il rischio di incidenti sia superiore di 11 volte.

In conclusione: l’inchiesta promossa dalla Direct Line, se da un lato ha evidenziato una certa confusione sui nuovi limiti imposti dalla proposta di Legge in merito alla guida in stato di ebbrezza (ma pensiamo che questo sia dovuto anche a una lunga serie di modifiche accavallatasi negli ultimi anni, dunque non facile da seguire), dall’altro ha permesso di scoprire una notevole quantità di automobilisti che, dotati di buon senso civico, pensano che la questione non debba essere solo punita, ma anche prevenuta.

Ben vengano, dunque, campagne di sensibilizzazione nei confronti dei più giovani (a quando dei cicli obbligatori di lezioni e seminari nelle scuole?), più controlli nelle strade e l’obbligatorietà di sottoporsi al test dell’alcolimetro all’uscita dei locali.