De Tomaso: fallimento all’italiana

L’impresa della De Tomaso firmata Gian Mario Rossignolo è finita dopo tre anni di agonia. Con il fallimento, anche la Deauville va nel dimenticatoio

De Tomaso: fallimento all’italiana

di Luca Gastaldi

09 luglio 2012

L’impresa della De Tomaso firmata Gian Mario Rossignolo è finita dopo tre anni di agonia. Con il fallimento, anche la Deauville va nel dimenticatoio

Nel 2009 l’imprenditore torinese Gian Mario Rossignolo, già ex dirigente nel Gruppo Fiat – si era lanciato nell’avventura di riproporre il marchio De Tomaso. Dopo tre anni di proclami, presentazioni e progetti in grande stile, è infine arrivata la notizia del fallimento. Un’impresa abortita grazie all’intervento dei tribunali di Torino e Livorno, che hanno definitivamente stoppato i programmi della famiglia Rossignolo.

L’unico risultato tangibile prodotto dalla new De Tomaso è stato il prototipo Deauville presentato al Salone di Ginevra del 2011. In base all’accordo siglato il 15 ottobre 2009 tra la De Tomaso Automobili S.p.A. e la Pininfarina, l’azienda di Rossignolo aveva acquisito tutte le attrezzature dello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco, alle porte di Torino. Nell’ambito della stessa operazione, lo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco era stato acquistato dalla SIT s.r.l. (Sviluppo Investimenti Territorio) società partecipata della Regione Piemonte e dato in affitto alla De Tomaso.

Il programma industriale De Tomaso è quindi diventato operativo dal gennaio 2010 per arrivare a Ginevra 2011 con la concept car Deauville. La successiva produzione sarebbe andata a regime con tre modelli diversi (crossover, limousine e coupé) per un totale di 8.000 esemplari impiegando circa 900 addetti nello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco dove sarebbero state assemblate le scocche e svolte le lavorazioni di verniciatura e finizione.

Le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi sarebbero invece state effettuate da 154 dipendenti nello stabilimento ex Delphi di Livorno. Ecco perché sono intervenuti i tribunali delle due città.

Si attendevano investimenti per oltre 100 milioni di Euro spalmati in quattro anni, ma tutto è svanito nel nulla. Rossignolo, prima che la De Tomaso fosse posta in liquidazione lo scorso 24 aprile, aveva dichiarato l’interesse da parte di fantomatici investitori cinesi. Ma anche di questi non si è più saputo nulla.

Rimangono solamente la rabbia e la disperazione per i 1200 dipendenti che sono stati lasciati a piedi.

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