Volkswagen compra la Porsche per 4,46 miliardi

Francesco Giorgi
05 Luglio 2012
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Volkswagen compra la Porsche per 4,46 miliardi

Costerà 4,46 miliardi l’acquisizione delle quote capitale (50,1%) che VW ancora non possedeva di Porsche.

Costerà 4,46 miliardi l’acquisizione delle quote capitale (50,1%) che VW ancora non possedeva di Porsche.

Un “gruppo automobilistico integrato”, il cui assetto produttivo spazierà dalle citycar alle moto (dalla recentissima acquisizione di Ducati operata da Audi a metà aprile) a veicoli commerciali e automezzi pesanti, fino alle GT di Zuffenhausen.

E’ l’obiettivo posto dall’accordo, siglato ieri da Volkswagen per il completamento dell’acquisizione di Porsche, relativo al 50,1% delle quote capitale del marchio di Zuffenhausen.

L’intesa, indica una nota firmata dai vertici di Wolfsburg, riguarda la parte di Porsche che Volkswagen ancora non possedeva, e che costerà a VW un esborso di 4,46 miliardi di euro. L’operazione, avviata dopo il “via libera” ricevuto da VW da parte del Fisco tedesco, sarà perfezionata entro il 1 agosto; le sinergie nette del maxi gruppo che nascerà da questa integrazione accelerata sono state calcolate per 320 milioni di euro.

Quello che più conta, per la direzione di entrambi i marchi, è il fatto che con questa maxi operazione (da noi anticipata lo scorso gennaio, con le prime voci di un completamento di acquisizione) si sia annunciata la parola “fine” a una saga che per 7 anni ha diviso due delle famiglie più potenti in Germania.

La vicenda VW – Porsche aveva preso il via nel 2005, quando Porsche aveva tentato una scalata di Volkswagen. Una mossa giudicata “coraggiosa” da parte di tutto il mondo industriale e finanziario: una piccola azienda come Porsche, infatti, aveva cercato di acquisire la maggioranza dell’impero di Wolfsburg, che da solo in una settimana produce più autoveicoli di quanti non ne vengano sfornati a Zuffenhausen in un anno.

La disputa fra le due famiglie, Piech (a capo di Volkswagen) e Porsche iniziò subito dopo: Ferdinand Piech, presidente di VW, contrastava l’operazione voluta dal cugino Wolfgang Porsche. Ne scaturì una disputa terminata solo in tempi più recenti, quando cioè Porsche – nel bel mezzo della crisi finanziaria del 2008 – dovette abbandonare il piano di scalata a causa dei forti debiti accumulati.

Con il completamento dell’acquisizione, si può dire che siano tutti contenti: in casa Volkswagen, perché dal quartier generale di Wolfsburg potranno contare su una “scuderia” che spazia a tutto campo nella produzione di autoveicoli (truck e bus compresi: ricordiamo che VW controlla anche MAN e Scania), con un “piede” nel settore moto (Ducati). E a Zuffenhausen, perché possono tirare un sospiro di sollievo dalla grave crisi finanziaria causata dall’enorme esborso economico per il tentativo di acquisizione su Volkswagen, e che nel 2009 aveva già portato le due società alla decisione di operare una fusione.

Non resta che una domanda: vedremo mai, un giorno, una GT “popolare” sulla falsariga della celebre e poco fortunata VW – Porsche 914?

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