UE: in arrivo nuove norme per il cambio targa

La Commissione UE punta a introdurre una norma che semplifichi la reimmatricolazione di auto il cui proprietario cambia Stato di residenza.

Dall'Unione europea arriva una proposta per semplificare le procedure di reimmatricolazione dei veicoli e per ridurre il peso economico e burocratico di tali operazioni, con un risparmio che Antonio Tajani, responsabile europeo per l'Industria, porterà a un risparmio globale di 1,5 miliardi di euro a vantaggio di aziende e cittadini.

In particolare, la Commissione di Bruxelles si riferisce ai cambi di targa di auto provenienti da un altro Stato comunitario, procedura che ogni anno riguarda circa 3,5 milioni di veicoli i cui proprietari devono affrontare normative differenti che in certi casi sono contradditorie.

Il principio che si vuole introdurre è semplice: i veicoli vanno immatricolati nel paese dell'UE in cui vive il proprietario. Nessun Paese, quindi, potrà obbligare l'intestatario a reimmatricolare l'auto anche se il proprietario vi trascorre lunghi periodi, purché siano sotto i 6 mesi.

Un comunicato della Commissione dice che "per effettuare questa procedura sono oggi necessarie in media 5 settimane con un costo stimato di 400 euro. I problemi che ne derivano costituiscono inoltre un ostacolo non da poco alla libera circolazione dei beni, dei servizi e dei lavoratori, e quindi alla crescita e alla creazione di posti di lavoro in Europa".

L'obiettivo di Antonio Tajani è di poter approvare il regolamento nel giro di un anno, in modo da farlo entrare in vigor nel giro di un altro anno, per dare tempo agli uffici nazionali preposti di aggiornare i software.

Tuttavia, questa reimmatricolazione avrà delle limitazioni, come per i cittadini che lavorano in un paese diverso da quello in cui risiedono e guidano un veicolo già immatricolato dal datore di lavoro. In questo caso potranno esimersi dal fare una nuova immatricolazione.

La misura se da un lato punta a semplificare le procedure per chi cambia residenza o acquista un mezzo usato, dall'altro renderà impossibile l'immatricolazione in altri Paesi comunitari di vetture rubate.

Vantaggi anche per le aziende di autonoleggio, che potranno trasferire all'estero parte della propria flotta magari per "seguire" la domanda (come nei periodi turistici estivi) senza doverla reimmatricolare, con un aggravio di spesa.

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di Andrea Barbieri Carones | 05 aprile 2012

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