Prezzo benzina: la Finanza avvia un’indagine

La procura di Varese ha incaricato la Guardia di Finanza di indagare sui motivi per cui il prezzo della benzina ha raggiunto i 2 euro/litro.

Prezzo benzina: la Finanza avvia un'indagine

di Andrea Barbieri Carones

26 marzo 2012

La procura di Varese ha incaricato la Guardia di Finanza di indagare sui motivi per cui il prezzo della benzina ha raggiunto i 2 euro/litro.

La Guardia di Finanza ha avviato indagini in tutta Italia per verificare il motivo per cui il prezzo della benzina abbia raggiunto livelli così elevati, superiori del 18% a un anno fa. Gli investigatori partono da un punto chiave: se il petrolio è rincarato 4 volte meno, come mai il consumatore ha visto un tale, repentino aumento alla pompa?

A porsi tale domanda è stata la Procura di Varese che ha incaricato le forze dell’ordine di capire se alle spalle di tale aumenti ci sia una speculazione da parte delle aziende petrolifere che – secondo alcuni – effettuerebbero una sorta di “cartello” decidendo di comune accordo gli aumenti.

Naturalmente si tratta solo di voci non provate. Ed è su questo che sta lavorando la Guardia di Finanza, che nel frattempo è andata a bussare agli uffici delle succursali italiane di Esso, Api, Eni, Erg Petroli, IP, Q8, Shell, Tamoil, Total e Total Erg per fare luce sulla vicenda e per verificare cosa ha portato a tali rincari.

In particolare, la GdF parte da un punto fondamentale: a gennaio 2011 un barile di petrolio era quotato 120 dollari contro i 125 dollari odierni (più 4%). Nello stesso periodo, il prezzo dei carburanti è salito del 18-20% anche se la domanda è crollata del 10%, come certificato da Confindustria. L’obiettivo degli investigatori è di analizzare uno a uno tutti i costi industriali che compongono la tariffa pagata dal consumatore per vedere se tali aumenti sono compatibili.

Ad attivare la procura è stato un esposto del Codacons, inviato alle 104 procure d’Italia in cui si legge che “negli ultimi anni il è avvenuto sovente che il prezzo del carburante per i consumatori aumenti immediatamente ogni qual volta si verifica un incremento del costo del petrolio mentre la corrispondenza viene a mancare nel momento in cui il prezzo del petrolio scende”.

L’elemento chiave dell’indagine è che le compagnie petrolifere operanti in Italia sono state assimilate a soggetti incaricati di svolgere un pubblico servizio “in quanto l’ attività esercitata, rivolta ad un pubblico indeterminato e caratterizzata da un prodotto di essenziale utilità per i cittadini e le imprese, è soggetta a norme di diritto pubblico e a provvedimenti e interventi da parte dell’ Autorità garante della concorrenza e del mercato”.