Fiat, Marchionne rifiuta gli incentivi: "Siamo solidi"

A Ginevra Sergio Marchionne ha avuto parole di elogio per il Governo Monti, rifiutando gli incentivi e tornando sulla questione della sede.

Fiat Panda 2012: foto ufficiali

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Non è cosa frequente sentir parlare bene dell'Italia o di qualcuna delle sue istituzioni Sergio Marchionne, eppure, intervenendo a margine del Salone di Ginevra 2012 che ha dato il via ai due giorni di anteprime riservati alla stampa, l'amministratore delegato di Fiat ha avuto parole positive per il Governo Monti, il cui operato di questi mesi ha evidentemente convinto il manager.

Alle domande dei giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse di Monti e del suo esecutivo, Marchionne è stato chiaro, affermando in maniera laconica quanto efficace: "Cosa mi piace del nuovo esecutivo? Tutto".

Sembra quindi che il governo tecnico abbia convinto appieno il numero uno di Fiat-Chrysler, il quale ha rimandato al mittente ogni ipotesi di incentivi statali nonostante l'andamento del mercato continui ad essere negativo per il settore auto: "non voglio incentivi o assistenza finanziaria. Voglio solo operare in modo efficiente. Fiat è finanziariamente solida e si oppone a qualsiasi intervento di sostegno del mercato". Un Marchionne controcorrente insomma, che in un momento in cui diversi costruttori vedono gli incentivi come una boccata d'ossigeno per ravvivare le vendite afferma invece di far leva sulla solidità del Lingotto.

Le idee sembrano altrettanto chiare anche per quanto riguarda la delicata questione degli stabilimenti italiani, tanto che, rispondendo a chi gli chiedeva conto riguardo le indiscrezioni dei giorni scorsi, ha assicurato: "abbiamo preso un impegno per Pomigliano, confermato quello per Mirafiori con almeno un modello della Fiat e uno della Jeep, gli altri due stabilimenti hanno altri prodotti".

Il recente accordo tra PSA e General Motors ha fatto pensare al definitivo tramonto dei piani di una possibile alleanza italo-francese ventilati negli ultimi tempi, una visione che non trova però d'accordo, Marchionne, convinto che l'avvicinamento di Peugeot e Citroen al gruppo di Detroit non preclude affatto ad eventuali accordi con Fiat.

Non è mancato alla fine un accenno alla decisione riguardante la sede del quartier generale della nuova società che nascerà dalla fusione del gruppo italiano con quello americano. A tale riguardo, l'amministratore delegato di Fiat ha specificato che: "lo spostamento è un'alternativa, non è stata ancora presa alcuna decisione. C'è la possibilità di farlo, saremmo anche disposti a farlo ma non è detto che lo faremo".

Insomma lo spostamento della sede è ancora tutto da decidere, ma Marchionne non pare voler nascondere che un possibile orientamento sarebbe proprio quello di lasciare l'Italia per portare la direzione del gruppo negli USA.

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di Giuseppe Cutrone | 06 marzo 2012

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