Targhe alterne: calano le auto ma non l'inquinamento

Le targhe alterne adottate in questi giorni a Brescia ripropongono la questione sulla reale efficacia di queste misure.

Il primo periodo di targhe alterne a Brescia e nei comuni limitrofi aderenti al provvedimento è passato senza incidere significativamente sui valori di polveri sottili, i quali, al contrario di quanto previsto, sono addirittura aumentati.

Insomma calano le auto in circolazione ma non diminuisce la concentrazione di sostanze inquinanti nell'atmosfera, un assioma ormai consolidato che si è peraltro verificato spesso in questi ultimi anni, vanificando l'efficacia di questi provvedimenti spesso impopolari e portando le amministrazioni comunali a riflettere sul problema.

Tornando ai dati riguardanti Brescia si evince come il traffico sia diminuito nelle scorse ore di circa il 12% rispetto al flusso consueto, ma ciò non è evidentemente stato sufficiente a bilanciare le emissioni dovute ai riscaldamenti domestici e al bel tempo che, a causa dell'alta pressione, rischia di far stagnare l'aria per settimane con conseguenti difficoltà a disperdere il PM10.

Ad adottare la misura delle targhe alterne sono stati, oltre a Brescia (dove è rimasta esclusa la zona della tangenziale sud), i comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Val Trompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo e Villa Carcina. Dai dati diffusi dai vigili bresciani sembra che il 30% degli automobilisti abbia ignorato il divieto, tanto da rendere necessarie 89 multe tra la giornata di mercoledì e giovedì.

Nonostante la scarsa efficacia dimostrata finora il provvedimento, secondo alcune fonti, potrebbe rimanere attivo fino a giovedì prossimo, fermando così dalle ore 9 alle ore 18 le vetture in base all'ultima cifra della targa, con l'esclusione delle auto Euro 4 ed Euro 5, di quelle elettriche, ibride, a metano e GPL.

Esentate saranno inoltre le automobili con almeno tre persone a bordo, cioè i mezzi aderenti al cosiddetto car pooling, quelli destinati ai servizi di car-sharing e quelli in uso a persone che fanno lavori di una certa urgenza per i quali non è possibile inibire l'uso dell'automobile.

 

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di Giuseppe Cutrone | 24 febbraio 2012

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