Alfa Romeo: lo sbarco negli USA posticipato al 2014

Le difficoltà sul mercato USA della 500 consigliano a Fiat prudenza, ritardando così lo sbarco di Alfa Romeo in America.

La Fiat 500 degli americani

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L'avventura della Fiat 500 negli USA è un vero e proprio flop e le conseguenze potrebbero coinvolgere anche l'atteso sbarco di Alfa Romeo su quel mercato, che dal 2012 è slittato adesso al 2013 o al 2014, senza che una decisione definitiva sulle tempistiche in dettaglio sia stata ancora presa a quanto sembra.

Ad ammettere senza mezzi termini l'errore strategico compiuto con il Cinquino negli USA è stato lo stesso Sergio Marchionne, il quale, parlando in conferenza stampa in occasione del Salone di Detroit, ha confermato come la "scottatura" presa con la piccola citycar starebbe consigliando ai vertici del Lingotto di adottare una certa prudenza, in modo da pianificare con cura il ritorno di Alfa Romeo negli USA evitante se possibile di incorrere nuovamente in simili errori che, a quel punto, si potrebbero rivelare decisivi.

Che la Fiat 500 sia stata poco compresa dagli americani nonostante ci fossero le premesse per un buon riscontro sul mercato è quindi un dato di fatto e le 50.000 unità preventivate da Marchionne come target di vendite negli USA rimarranno un obiettivo irreale, ma questo non impedirà affatto a Fiat di continuare a lavorare nell'ottica di avvicinamento a questo importante mercato, confermando al contrario che nonostante il ritardo dovuto alla volontà di ponderare per bene ogni decisione, il gruppo italiano continua con la sua politica di espansione, puntando sia sul richiamo del marchio di Arese che sulle qualità della futura Fiat Ellezero, la nuova crossover di cui procedono i test su strada e che sarà presentata a marzo al Salone di Ginevra.

E intanto, in attesa si chiarire se e come avverrà nel 2015 la successione di Sergio Marchionne al vertice di Fiat-Chrysler, la casa del Biscione lavora alle modifiche sulla Alfa Romeo Giulia, la berlina che sarebbe dovuta arrivare nel 2012 per sostituire la 159 ma che, a quanto pare, non vedrà la luce prima di un altro paio d'anni.

In questo caso a frenare l'uscita del nuovo modello è stata una certa insoddisfazione dell'amministratore delegato di Fiat, il quale ha di fatto obbligato i progettisti a ripartire da zero con il progetto non essendo pienamente convinto della bontà delle prime bozze presentate.

Appare pertanto chiaro che a Torino la parola d'ordine è ora più che mai "prudenza". Prudenza che diventa necessaria per pianificare le prossime mosse senza margine d'errore, dato che con i recenti passi falsi il gruppo sembra aver in un certo senso esaurito il "bonus" e difficilmente un ennesimo fallimento potrà essere riassorbito in tempi relativamente brevi senza danneggiare l'immagine del marchio presso il pubblico.

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di Giuseppe Cutrone | 10 gennaio 2012

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