Marchionne, dopo il 2015 probabile successione

In una lunga intervista Marchionne ha parlato di una sua probabile successione nel 2015 e di una possibile sede del Gruppo fuori dall'Italia.

Foto Nuova Fiat Panda 2012

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In un'intervista a tutto tondo rilasciata all'autorevole Wall Street Journal, Sergio Marchionne, CEO del Gruppo Fiat-Chrysler, ha affrontato i numerosi temi e le sfide che riguarderanno il prossimo futuro del Colosso italoamericano, a partire dalla successione dell'amministratore delegato, fino ad un possibile spostamento del quartier generale da Torino ad Auburn Hills, sede della Chrysler, o addirittura in sud America, dove la presenza della Casa del Lingotto è profondamente radicata.

La successione dopo il 2015

Per prima cosa il manager italocanadese ha affermato che non si sposterà dal vertice dell'Azienda fino a dopo il 2015, una dichiarazione che lascia intendere che la corsa alla successione sia già iniziata, e che probabilmente la scelta avverrà all'interno del Gruppo. Il 2015 si rivela quindi una data fondamentale per le sorti delle due Case automobilistiche, considerando anche che in questo lasso di tempo verrà terminata la fusione tra il Costruttore italiano e quello americano, fusione che probabilmente avverrà intorno al 2013, anche se ancora non è stato deciso nulla in merito.

Proprio in questi giorni la Casa italiana ha comunicato di aver incrementato di un ulteriore 5% la propria partecipazione in Chrysler, raggiungendo così la quota totale del 58,5% del capitale complessivo. Un'operazione quest'ultima che ha seguito fedelmente le tappe stabilite dal "Operating Angreement", ovvero l'accordo stipulato con i sindacati e il Governo americano nel Corso del salvataggio della Casa di Detroit.

La sede in Italia, USA o addirittura Brasile

Il secondo tema - molto più scottante del primo - riguarda la scelta sulla futura sede del Gruppo: secondo Marchionne, Torino o Auburn Hills hanno le stesse possibilità di  essere l'unica sede della futura Fiat-Chrysler. Come se non bastasse, l'amministratore delegato apre anche ad uno scenario meno probabile come quello dell'America Latina e più precisamente del Brasile, come possibile ipotesi per il nuovo quartier generale del Gruppo.

Per quanto riguarda le preoccupazioni provenienti dall'Italia relative a questo tema, Marchionne spiega che: "l'attaccamento emozionale al proprio paese come produttore deve essere ripensato". Per il manager questa dichiarazione "non significa tradire nessuno", ma vuole essere una spinta nella crescita a livello globale. 

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di Francesco Donnici | 09 gennaio 2012

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