Fiat: la quota in Chrysler raggiunge il 58,5%

Fiat aumenta la propria quota in Chrysler di un ulteriore 5%, portandosi così al 58,5% del capitale complessivo del gruppo americano.

Fiat: la quota in Chrysler raggiunge il 58,5%

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di Giuseppe Cutrone

05 gennaio 2012

Fiat aumenta la propria quota in Chrysler di un ulteriore 5%, portandosi così al 58,5% del capitale complessivo del gruppo americano.

Fiat è sempre più presente nel capitale azionario di Chrysler. Il gruppo italiano ha comunicato infatti di aver incrementato la propria partecipazione di un ulteriore 5%, come previsto dal terzo “performance event” previsto dall’Operating Agreement firmato all’atto del salvataggio del costruttore americano.

A far scattare l’ultima tranche di acquisto è stato il verificarsi del cosiddetto “Ecological Event“, cioè la condizione secondo cui Chrysler avrebbe dovuto ottenere le approvazioni di legge per un’auto basata su una piattaforma o su una qualsiasi altra tecnologia di origine Fiat, un modello che avrebbe dovuto essere prodotto su scala industriale negli USA e che avrebbe dovuto garantire consumi pari ad almeno 40 miglia per gallone.

Tale condizione si è quindi verificata verso la fine di dicembre, quando una versione di pre-produzione della Dodge Dart, basata sulla piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta, ha superato il Fuel Econonomy Test facendo registrare nel ciclo misto un consumo di 40 miglia per gallone. Inoltre, Chrysler ha preso precisi impegni per avviare la produzione della Dart in uno dei suoi stabilimenti americani, esattamente come previsto dagli accordi.

Tale condizione ha quindi fatto scattare l’aumento automatico della quota di Fiat in Chrysler, facendo commentare al CEO dei due marchi, Sergio Marchionne: “L’acquisizione di un ulteriore 5 per cento di Chrysler rappresenta un passo fondamentale verso il completamento dell’integrazione tra i nostri due gruppi. Il raggiungimento dell’Ecological Event è un traguardo al quale abbiamo lavorato con intensità negli ultimi due anni e mezzo. Ci fa particolarmente piacere averlo raggiunto, perché ci permette di ripagare la fiducia riposta nelle capacità della Fiat di portare anche negli Stati Uniti auto e motori a bassi consumi”.

Con l’acquisizione di questo ulteriore 5% la partecipazione di Fiat in Chrysler si rinforza salendo così al 58,5% del capitale complessivo.