Saab presenta istanza di fallimento

Saab presenta istanza di fallimento a un tribunale svedese: per il costruttore nessun compratore cinese ma la probabile chiusura definitiva.

Saab presenta istanza di fallimento

di Andrea Barbieri Carones

19 dicembre 2011

Saab presenta istanza di fallimento a un tribunale svedese: per il costruttore nessun compratore cinese ma la probabile chiusura definitiva.

Saab ha presentato istanza di fallimento presso il tribunale di Vänersborg. A comunicarlo è stata la proprietà olandese guidata da Viktor Muller, che circa 2 anni fa la acquistò – grazie a un finanziatore russo – dalla General Motors che aveva appena interrotto la produzione per evidenti difficoltà finanziarie, concentrandosi sugli altri marchi.

Quest’ultimo aggiornamento è però solo l’ultimo di una lunga serie, che hanno visto nelle scorse settimane l’interessamento concreto di aziende cinesi come Zhejiang Youngman Lotus Automobile e Pang Da, inizialmente con quote totali al 54% e poi, a sorpresa, con un’acquisizione totale.

Nelle ultime settimane era poi trapelata una notizia non confermata che al posto di Pang Da si fosse fatta avanti la Bank of China, interessata a rilevare il costruttore svedese-olandese per riportarlo in attivo nel 2014. Ma questa transazione era in attesa del nulla osta delle autorità cinesi, cosa che non è mai arrivata.

C’è chi mormora che una sorta di semaforo rosso alla transazione sia arrivato dall’ex proprietario GM, che temeva che la sua tecnologia finisse in mani cinesi: Saab e Spyker, infatti, pagavano una licenza alla Casa di Detroit da cui acquisivano il know how necessario per costruire veicoli.

Pochi giorni fa, infine, l’amministratore responsabile della ristrutturazione di Saab aveva dichiarato che avrebbe gettato la spugna e non avrebbe potuto proseguire col suo piano di riorganizzazione. Anzi: avrebbe presentato istanza di fallimento al tribunale del distretto dove si trova lo stabilimento di produzione, che da aprile scorso è fermo per mancanza di fondi.

Un’ultima soluzione avrebbe potuto essere una forte iniezione di capitali della Youngman, senza che ci fosse un’acquisizione di azioni.