Marchionne all'Economist: Fiat e Opel non subiranno chiusure

Sergio Marchionne all'Economist: nessuna chiusura per Fiat ed Opel, ma la produzione dovrà ridursi del 22%

Le indiscrezioni girate nei giorni scorsi, relative alla possibile chusura di due stabilimenti in Italia ed altri in Europa, come conseguenza della fusione tra Fiat ed Opel che Sergio Marchionne sta cercando di portare a termine, sembrano parzialmente infondate.

In una intervista rilasciata all'Economist, l'amministratore delegato di Fiat (e prossimamente di Chrysler) illustra le idee alla base del piano con cui vuole rilevare le attività di GM Europa. Non saranno previste chiusure, ma una progressiva riduzione delle capacità produttive del 22%.

La fattibilità del piano è legata ad un prestito ponte dai 5 ai 7 miliardi di euro: "In cambio - dichiara Marchionne - offro al governo tedesco un'azienda automobilistica che sarà effettivamente senza debiti e mi farò carico delle passività, comprese le pensioni. A loro dico: se avete un'offerta migliore, prendetela".

La riduzione dei volumi produttivi dovrebbe coincidere con una riorganizzazione degli stabilimenti, tra questi figura Termini Imerese per il quale l'Europa ha fornito un finanziamento per adeguare le linee di montaggio alla produzione della futura Lancia Ypsilon.

Il vantaggio economico della fusione Fiat-Opel è stato quantificato in 1 miliardo di euro all'anno, derivante principalmente dalla condivisione delle linee produttive tra modelli di diversi marchi. In parte ciò sarà possibile per i pregressi rapporti Fiat-GM: già oggi Fiat Grande Punto ed Opel Corsa utilizzano lo stesso pianale e gli stessi motori diesel, entrambi di derivazione italiana. Entro il 2012 dovrebbe esserci una convergenza tra i pianali utilizzati dalle vetture Fiat ed Opel, processo che avverrà anche con Chrysler ma con tempistiche più lunghe.

L'obiettivo è quello di realizzare un gruppo che riesca a vendere 6 milioni di autovetture all'anno, formato da Fiat Auto (quindi senza Ferrari, Maserati ed il resto di Fiat Group) Chrysler e GM Europa (Opel-Saab), con possibili investitori la famiglia Agnelli, il sindacato United Auto Workers e GM.

In giornata è programmato l'incontro tra Marchionne e Roland Koch governatore dell'Assia, regione tedesca in cui si trova il quartier generale di Opel.

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