Termini Imerese: i sindacati spiegano la mobilità incentivata

Fim, Fiom e Uilm illustrano agli operai gli accordi con Fiat per 640 operai che aspettavano la pensione. Previsti per loro 21,5 milioni di euro.

Termini Imerese: i sindacati spiegano la mobilità incentivata

di Eleonora D'Uffizi

28 novembre 2011

Fim, Fiom e Uilm illustrano agli operai gli accordi con Fiat per 640 operai che aspettavano la pensione. Previsti per loro 21,5 milioni di euro.

Le tute blu di Termini Imerese oggi si riuniscono in assemblea, nel primo giorno dopo l’accordo sul loro futuro. L’incontro, organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat chiuso il 23 novembre scorso dopo 41 anni di produzione, è stato organizzato dalle sigle sindacali Fiom, Fim e Uilm per spiegare l’accordo sulla mobilità incentivata stipulato sabato 26 novembre, presso il ministero dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti.

L’intesa tra i rappresentanti dei lavoratori e il Lingotto, raggiunta nel corso di un doppio tavolo convocato dal neo-ministro Corrado Passera, prevede che Fiat impegni 21,5 milioni di euro in quattro anni a favore dei 640 dipendenti che l’azienda, chiudendo la fabbrica, ha messo in cassa integrazione nonostante avessero i requisiti per la pensione. Gli operai in cig (cassa integrazione guadagni) dovrebbero ricevere così un’indennità aggiuntiva di 460 euro circa al mese.

Il prossimo incontro dedicato al futuro di Termini Imerese è fissato per giovedì 1° dicembre: a parlarne ci saranno il ministro, i sindacati, Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che agisce su mandato del governo per accrescere la competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno) e la compagnia molisana DR Motor, candidata per succedere a Fiat nella gestione dello stabilimento siciliano.