Infrazioni multiple: da oggi basta un solo ricorso

Una sentenza della Cassazione stabilisce che si può fare ricorso ad un solo Giudice di Pace per contestare più multe relative a luoghi diversi.

Infrazioni multiple: da oggi basta un solo ricorso

di Giuseppe Cutrone

16 novembre 2011

Una sentenza della Cassazione stabilisce che si può fare ricorso ad un solo Giudice di Pace per contestare più multe relative a luoghi diversi.

È stata definita “innovativa”, la sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito come sia possibile fare ricorso al Giudice di Pace anche se le violazioni contestate sono state commesse in luoghi diversi.

Al centro della questione ci sono le infrazioni per eccesso di velocità rilevate tramite tutor, per le quali un automobilista può ricorrere davanti a un unico Giudice di Pace anche se le violazioni al Codice della Strada sono state multiple e di competenza, almeno in teoria, di diversi Giudici di Pace in quanto commesse in luoghi diversi.

A stabilirlo è la stata la sentenza numero 23881 del 15 novembre della Corte di Cassazione, che ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso al Giudice di Pace di Pistoia in opposizione ai verbali della Polizia Stradale per eccessi di velocità avvenuti nel tratto autostradale Milano-Roma e Bologna-Bari-Taranto, tutte rilevate con il sistema di controllo della velocità “server-tutor”.

La motivazione della Cassazione afferma infatti che: “In effetti il giudice di pace col suo provvedimento d’inammissibilità ai sensi dell’articolo 23 della legge 689, ha adottato un provvedimento non previsto da tale norma, nel quale sostanzialmente si afferma che in ipotesi di violazioni multiple, di competenza dei giudici di pace diversi perché commesse in luoghi diversi, ciascuno dei quali rientranti nella competenza di diversi uffici del giudice di pace, il giudice di pace investito dell’opposizione avverso tutti i verbali in questione, in relazione a ciascuno dei quali sussiste la propria incompetenza territoriale, può adottare la statuizione di inammissibilità prevista dal primo comma dell’articolo 23 della legge 689/81 soltanto per l’ipotesi di tardività dell’impugnazione”.

Si tratta quindi di una semplificazione che va nella direzione di rendere più agevole la contestazione dell’automobilista, snellendo le procedure in quanto è sufficiente un solo ricorso per poter impugnare più multe legate ai superamenti di limiti di velocità.