La Ue studia una nuova tassazione sulle auto

Nel giro di 2 anni la Ue potrebbe cambiare radicalmente la tassazione sui mezzi di trasporto secondo il principio di “Chi inquina, paga”.

La Ue studia una nuova tassazione sulle auto

di Andrea Barbieri Carones

16 novembre 2011

Nel giro di 2 anni la Ue potrebbe cambiare radicalmente la tassazione sui mezzi di trasporto secondo il principio di “Chi inquina, paga”.

La Commissione europea sta lavorando a definire le regole di base per colpire il portafoglio degli automobilisti, con il principio di base che “chi inquina, paga“. Nel giro di 2 anni, pertanto, potrebbe applicarsi ai veicoli a motore quello che a livello internazionale si applica alle aziende e agli Stati stessi.

A dirlo è Sandro Santomato, che guida una unità di analisi economica della Ue che ha dichiarato che presto si arriverà a una legislazione specifica in tal senso, volta a premiare i possessori di auto più “verdi”.

Il principio della possibile futura imposizione fiscale, inoltre, punta a far ricadere sulle auto i costi sociali legati al traffico, al rumore e all’inquinamento.

Già oggi, in realtà, gli Stati comunitari possono modulare il pedaggio dei mezzi pesanti su certe strade in base all’orario in cui transitano e al livello di inquinamento e di rumore che generano.

L’obiettivo a lungo termine dell’Unione europea è quello di coprire i costi delle infrastrutture stradali in tutto il continente e, soprattutto, di disincentivare l’uso privato dell’auto a favore dei mezzi pubblici (urbani ed extraurbani) per far calare del 60% entro il 2050 dei gas serra derivanti dai trasporti. Questa percentuale – riferita a quanto si inquinava nel 1990 – porterebbe a diminuire drasticamente l’inquinamento generale, che per il 19,5% è generato proprio dai mezzi di trasporto.

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