Prezzi benzina da record: al sud 1,7 euro al litro

Il Consiglio dei Ministri ha deciso un aumento dell’accisa sui carburanti per far fronte all’emergenza di Liguria e Toscana. Ecco i primi aumenti

Prezzi benzina da record: al sud 1,7 euro al litro

di Luca Gastaldi

03 novembre 2011

Il Consiglio dei Ministri ha deciso un aumento dell’accisa sui carburanti per far fronte all’emergenza di Liguria e Toscana. Ecco i primi aumenti

Continuano ad aumentare i prezzi al litro di benzina e gasolio. Al sud è stata sfiorata la soglia di 1,7 euro per ogni litro di benzina (1,694, per la precisione), con il gasolio a 1,575 euro. Si tratta dell’ultimo rialzo dovuto all’aumento dell’aliquota d’accisa sui carburanti stabilito dall’Agenzia delle dogane in seguito alle decisioni del Consiglio dei Ministri del 28 ottobre. Un aumento dovuto allo stato di emergenza causato dagli eventi alluvionali subiti dalle regioni Liguria e Toscana. Dal 1° novembre al 31 dicembre 2011 l’accisa sui carburanti è aumentata di 0,89 centesimi di euro per litro, ai quali va aggiunto il 21% di Iva.

I dati forniti da Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia mostrano la media ponderata nazionale dei prezzi (che comprende quelli di tutti i marchi) ferma a 1,631 euro al litro per la benzina e a 1,542 euro al litro per il gasolio. Le compagnie IP, Shell e TotalErg hanno già aumentato i prezzi. La prima è salita di 1,2 centesimi di euro sulla benzina (arrivata a 1,641 euro al litro). Shell ha aumentato di 0,5 centesimi su entrambi i prodotti, con la verde salita a 1,638 euro al litro e il diesel a 1,539 euro al litro. TotalErg, infine, ha segnalato un +0,4 centesimi sulla benzina (ora a 1,634 euro al litro) e +0,8 sul gasolio (1,533 euro al litro). Questi, tra l’altro, sono gli stessi prezzi stabiliti da Tamoil. I prezzi più alti, infine, sono quelli praticati dalla rete Q8 con 1,648 euro per la benzina e 1,551 per il gasolio.

L’ultima novità – una bella ciliegina sulla torta amara – riguarda i 15 giorni di sciopero proclamati dai benzinai “contro il Governo che si rifiuta di liberalizzare il settore e cancella il bonus che riconosceva il ruolo di sostituto di imposta ricoperto dalla categoria”, hanno motivato gli operatori. Si inizia l’8, il 9 e il 10 novembre con il primo stop all’erogazione.