FIA: nel 2020 le vittime della strada aumenteranno del 46%

La FIA avverte: da oggi al 2020 le vittime della strada aumentaranno del 46%. Servono dati, strade sicure e un rinnovamento della mobilità

Secondo un rapporto della Commission for Global Road Safety le vittime di incidenti stradali, entro dieci anni, aumenteranno del 46%, passando da 1,3 milioni del 2008 a 1,9 milioni nel 2020, raggiungendo nel decennio un totale di oltre 5 milioni di vite.

E' il risultato di uno studio approfondito presentato ieri a Roma da ACI, Fia Foundation for Road Safety e la Commission for Global Road Safety sulla sicurezza stradale e i costi, non solo in termini di vite umane, che questa nuova "epidemia meccanica" sta avendo in tutti i paesi motorizzati. Uno studio che analizza approfonditamente i principali fattori di questo fenomeno: strade e infrastrutture, aumento del traffico, educazione degli automobilisti.

L'obiettivo della commissione è dimezzare il numero di vittime della strada previste e prevenire il ferimento di 50 milioni di persone, risparmiando così la considerevole cifra di 2.300 miliardi di euro in costi sociali per tutti i Paesi coinvolti.

Cosa si può fare

In tutti e tre i campi sono stati individuati numerosi punti di debolezza nella mobilità di oggi: se da un lato la sicurezza attiva e passiva dei veicoli ha fatto passi da gigante, le strade e la segnaletica hanno mantenuto un'impostazione che non teneva conto delle necessità odierne, con velocità medie più alte e tassi di traffico troppo elevati per numerosi tratti stradali di vecchia costruzione.

In concreto la commissione ha richiesto a ONU, G8, Organizzazione Mondiale della Sanità e i singoli stati l'investimento di 300 milioni di dollari, uniti all'attribuzione del 10% del budget che la Banca Mondiale e gli organi locali destinano generalmente allo sviluppo delle infrastrutture stradali.

I governi nazionali dovranno intervenire in cinque punti chiave: istituire un'agenzia guida per la sicurezza stradale, innalzare gli standard qualitativi delle infrastrutture, migliorare la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, aumentare la responsabilità di chi guida e armonizzare i dati sull'incidentalità secondo standard predefiniti.

Per la prima volta viene proposto un approccio sistemico al problema: fino ad oggi soltanto la raccolta di dati statisticamente comparabili è stata difficoltosa, mentre i numeri emersi non sempre rispecchiano gli sforzi di organizzazioni e Case automobilistiche nel miglioramento della sicurezza.

In numerosi Paesi infatti l'aumento incontrollato della circolazione con mezzi privati aumenta statisticamente le probabilità d'incidente e, se in Europa il numero di decessi è in calo dal 1970 (ad eccezione di un lieve aumento a cavallo del 1990), nel resto del mondo, compresi Stati Uniti e Canada, l'andamento non è del tutto analogo.

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