Volkswagen e Suzuki a un passo dal divorzio

Mentre i giapponesi invitano VW a mettere sul mercato le quote azionarie, i tedeschi non considerano più Suzuki un'azienda associata.

Suzuki SX4 Model Year 2011

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L'ultima puntata dell'affair Volkswagen-Suzuki rende sempre più reale il divorzio ufficiale, da considerarsi quasi inevitabile. Un comunicato del costruttore tedesco, rilanciato dall'autorevole Automotive News, ha infatti reso noto che il partner giapponese non è più considerato "associato".

In altre parole: fine dell'idillio iniziato a inizio 2010 e ora giunto al termine per una presunta violazione dell'accordo di partnership da parte della Casa di Hamamatsu che, acquistando motori Fiat, ha fatto andare su tutte le furie il management di Wolfsburg. Dall'altra parte, invece, si lamentava un mancato trasferimento di tecnologia.

Dopo un primo scambio di accuse, sembrava che VW volesse mantenere comunque il 19,9% delle quote di Suzuki che comunque, già dal mese di marzo, era rimasta contrariata da un'affermazione proveniente dal quartier generale in Germania in cui si manifestava la volontà di influenzare le operazioni finanziarie e operative dell'azienda del sol levante.

"La possibilità di avere una certa influenza sul nostro partner, al momento attuale non è più possibile" recitava ieri un comunicato di Wolfsburg, che diceva anche che d'ora in avanti la Casa nipponica sarebbe stata ritenuta una semplice "azienda terza".

Laconica e secca la risposta di Suzuki: "Abbiamo deciso di divorziare da VW e non abbiamo altro da aggiungere", ha riferito il sito Automotive News Europe, citando un'intervista del presidente di Suzuki Italia, Junya Kumataki.

E il 19,9% delle azioni che fine faranno? I giapponesi invitano i tedeschi a metterle sul mercato. Questi ultimi, nonostante le dichiarazioni di cui sopra, sembrano invece volerle tenere. La partita non è ancora conclusa ed è probabile abbia nuovi sviluppi.

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di Andrea Barbieri Carones | 28 ottobre 2011

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