Carburanti: in Gran Bretagna calano i consumi

Secondo i dati riportati da recenti ricerche, i consumi di carburante in Gran Bretagna e Italia sono crollati drasticamente.

Carburanti: in Gran Bretagna calano i consumi

di Francesco Donnici

07 ottobre 2011

Secondo i dati riportati da recenti ricerche, i consumi di carburante in Gran Bretagna e Italia sono crollati drasticamente.

Secondo una recente ricerca realizzata dall’istituto AA insurance, i consumi di carburante in Gran Bretagna sono calati di oltre il 15% rispetto allo scorso anno, a causa della crisi economica e dei continui rialzi dei prezzi al dettaglio.

Nei primi sei mesi del 2011 la vendita dei carburanti si è ridotta di circa 1,7 milioni di litri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, visto il costo sempre più alto della benzina che sta costringendo gli automobilisti britannici ad usare sempre di meno la propria automobile.

Gli automobilisti non sono gli unici a soffrire i vertiginosi aumenti del costo del carburante, infatti secondo la stessa ricerca, anche le aziende hanno tagliato i loro consumi, facendo perdere allo stato – tra gennaio e giugno di quest’anno –  oltre 1 miliardo di sterline di tasse.

Se i consumatori inglesi non se la passano bene, in Italia non si può dire che situazione sia più rosea. Secondo i dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico relativi al mercato del petrolio in Italia, il consumo dei carburanti è letteralmente crollato, mentre i prezzi  di benzina e del diesel sono saliti alle stelle durante questa estate.

Il drastico calo dei consumi infatti, invece di diminuire la spesa, ha aumentato il gettito di benzina e diesel del 15%, passando da 36,3 miliardi dei primi otto mesi  del 2010, a 41,7 miliardi registrati nello stesso periodo di quest’anno.

Purtroppo l’aumento del gettito dei carburanti è dovuto solo in piccola parte ai due aumenti di accise effettuati nel periodo tra gennaio e agosto; i rialzi più consistenti sono invece da attribuire alla speculazione effettuata dalle compagnie petrolifere, alla quale purtroppo si sommerà l’aumento dell’IVA, recentemente introdotto dal nostro Governo.