Truffe alle assicurazioni: tamponati dalla nonna in moto

Arrivano da Taranto le truffe più strane ai danni delle assicurazioni. Tra le tante automobili con 20 sinistri e Smart tamponate da signore di 85 anni

Come mai assicurare un'auto costa sempre di più? Semplice: in Italia c'è una categoria di automobilisti che "si mantiene" creando falsi incidenti e denunciando sinistri inesistenti. Se il fenomeno delle truffe alle assicurazioni viene denunciato da nord a sud, la provincia di Taranto registra ben 321 indagati per  aver speculato su finti incidenti.

Tra i sinistri più sospetti arrivati sul tavolo della Guardia di Finanza, alcuni sono talmente assurdi da sfiorare la comicità. Un'assicurazione di Taranto si è vista presentare una costatazione amichevole per un tamponamento tra una Smart e una moto di grossa cilindrata. Fin qui tutto normale ma andando a vedere i protagonisti della vicenda qualcosa non torna.

La Suzuki 1000 era guidata da signora di 85 anni che, durante un'impennata, avrebbe perso il controllo del mezzo e sarebbe finita contro la piccola citycar. Gli occupanti della Smart vanno al pronto soccorso e presentano il classico colpo di frusta. Peccato che all'assicurazione arrivino tre richieste di rimborso, quando la Smart ha solo due posti! Ovviamente la signora di 85 anni è l'intestataria della moto ma non sapeva nulla del sinistro.

Se la nonna 85enne era la prima volta che veniva usata per truffare le assicurazioni, una Lancia Y di Taranto vince il premio di "auto più sfortunata della Puglia". In soli due anni è stata coinvolta in ben 20 incidenti, ovviamente tutti risolti con costatazione amichevole e richieste di risarcimento.

L'assessore provinciale al bilancio Giampiero Mancarelli prova a spiegare il fenomeno delle frodi alle assicurazioni. «È che tutto questo è diventato una specie di ammortizzatore sociale. È assurdo, lo so. Ma è così. I truffatori delle assicurazioni oggi equivalgono ai contrabbandieri di sigarette di ieri. Anche quelli mantenevano famiglie intere con un reato che non creava allarme sociale...». L'assessore però ha deciso di cercare un rimedio al problema e tra pochi mesi aprirà a Tarando uno sportello anti-frode.

Naturalmente a "campare" sui falsi incidenti non sono solo gli automobilisti: tra i 321 indagati dalla procura di Taranto troviamo avvocati, medici e operatori del settore assicurativo.  I reati vanno dall'associazione a delinquere alla truffa, dalla falsità in scrittura privata al danneggiamento fraudolento di beni assicurati.

C'è un modo per fermare questo malcostume tutto italiano? Secondo Carlo Petrone, avvocato e consulente legale delle assicurazioni, basterebbe creare una black-list dei clienti assicurati. Prima di liquidare il cliente un software controllerà se l'automobilista, come successo più volte, ha già fatto altri 10/15 incidenti in un solo anno. 

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di Simonluca Pini | 29 settembre 2011

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