De Tomaso: un socio indiano per evitare il fallimento

Rossignolo, proprietario della De Tomaso, annnuncia l'arrivo di un socio indiano. Però intanto è arrivato lo sfratto da Torino.

De Tomaso Deauville al Salone di Ginevra 2011

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La salvezza per la De Tomaso potrebbe arrivare dall'India. Ad un passo dal fallimento, il vicepresidente del marchio Gianluca Rossignolo, figlio del patron Gianmario, ha annunciato che " ci sono investitori interessati a mettere i loro soldi nell'azienda e, in una fase difficile come questa, è un fatto molto positivo".

Tenendo misteriosa l'identità dell'investitore, Rossigliolo ha precisato alcuni punti del nuovo accordo. "Siamo ottimisti, entro il 10-15 ottobre presenteremo un investitore istituzionale che metterà sul piatto 100 milioni di euro, per lo sviluppo di tre nuovi modelli. Abbiamo un accordo di riservatezza quindi non possiamo spingerci oltre, ma le trattative sono concluse e gli accordi in fase di stesura presso gli avvocati".

Per il marchio De Tomaso il misterioso investitore indiano è l'unica possibilità di salvezza. Ad oggi i circa 1.100 dipendenti (950 a Torino e 150 nell'ex stabilimento Delphi a Livorno) sono in cassa integrazione ma da dicembre non riceveranno più nessun compenso. Non solo: la Regione Piemonte ha avviato le pratiche di sfratto per lo stabilimento di Grugliasco, a causa del mancato pagamento dell'affitto da parte di Rossignolo.

Il vicepresidente di De Tomaso però punta il dito proprio contro le istituzioni. "L'ex presidente Mercedes Bresso ci aveva promesso una copertura finanziaria di 18 milioni di euro; poi sono arrivati i leghisti, ovvero Roberto Cota, e hanno bloccato tutto (la Regione Piemonte ha versato nelle casse della De Tomaso 11 milioni di euro). Certo che siamo a corto di liquidi, ma è perché la Regione ha cambiato le regole del gioco in corsa".

Come finirà la vicenda De Tomaso? Per saperlo non ci resta che attendere metà ottobre, quando il misterioso investitore indiano avrà finalmente un nome.

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di Simonluca Pini | 27 settembre 2011

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