Saab: fallimento o rilancio?

Continua il calvario del marchio svedese: dopo voci sulla richiesta di fallimento, Saab smentisce la notizia e parla di semplice riorganizzazione.

Saab: fallimento o rilancio?

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di Simonluca Pini

07 settembre 2011

Continua il calvario del marchio svedese: dopo voci sulla richiesta di fallimento, Saab smentisce la notizia e parla di semplice riorganizzazione.

Il fallimento per Saab è ancora lontano, parola dell’ufficio stampa. Dopo la notizia dell’immediata bancarotta riportata da diverse agenzie internazionali, il costruttore svedese ha precisato che non è stata richiesta alcuna istanza di fallimento ma, al contrario, è stata avviata una speciale procedura di riorganizzazione.

In pratica, leggiamo nel comunicato ufficiale diffuso da Saab, si tratta di “un’importante facoltà concessa dalla legislazione svedese per fare in modo di consentire ad un’azienda che ha concluso contratti importanti e che necessitano di un benestare di tipo politico per la loro attuazione, di avere il tempo per ottenere questa approvazione. La procedura garantisce l’azienda ma anche i creditori che vedranno riconosciuti i loro crediti al 100%”. Tale procedura non esiste nell’ordinamento italiano né in quello di molti altri stati, inoltre la nuova riorganizzazione non coinvolge le filiali estere di Saab

Nonostante la rapida smentita, la vita di Saab è appesa ad un filo.  La Swedish automobile (ex Spyker) che comprò da General Motors il marchio nel 2009, ha già dovuto bloccare la produzione perché non aveva i soldi per gli stipendi dei propri dipendenti e per pagare il materiale ai fornitori. L’unica possibilità di sopravvivenza sembrava arrivare dalla Cina, dove un gruppo industriale aveva annunciato di investire risorse e 245 milioni di euro; peccato che il governo cinese non abbia ancora autorizzato l’operazione e congelato l’operazione finanziaria. Sarà per questo che Saab ha deciso di non partecipare al Salone di Francoforte?